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Cosa può comunicare oggi, a noi uomini e donne del 2000 che non viviamo più in mezzo ai simboli, la maestosa Cattedrale di Messina? Tantissimo, basta che ci vestiamo con abiti medievali, allontaniamo da noi superbia e delirio d’onnipotenza e da umili pellegrini e consapevoli di vacuità ne varchiamo la soglia, con umiltà, desiderosi di entrare in comunione col divino.
Ma prima ci soffermiamo ad ammirare la facciata e il portale
maggiore. Qui, due triangoli con base comune fra l’arcangelo
Gabriele a sinistra e la Vergine Annunziata a destra, con i
vertici rispettivamente al centro del medaglione circolare
raffigurante l’“Incoronazione della Vergine”, eseguita dal bergamasco Pietro de Bonitate a partire dal 1468 e ultimata nel
1475, così come il Padre Eterno nella cuspide sommitale e
vertice del secondo triangolo, ci raccontano dell’Ascensione
verso l’alto della Vergine Santissima.
Ed ecco il primo dei 7 segni, la donna incinta coronata che si protegge col manto dal dragone, la stella ad 8 punte ai piedi, riferimento al figlio definito “splendida stella del mattino”.
Ed ecco un angelo col cartiglio e la scritta: “Timete Dominum et
date honorem ei”.
Ed ecco una Donna col Bambino cui solletica il piede con tenerezza materna, in testa una corona di stelle e ai piedi il sole e la luna: è l’Immacolata “Bella tu sei qual sole, Bianca più della Luna”.
Ed ecco l’Arcangelo Michele con corazza e scudo che uccide la “bestia” a 7 teste.
Ed ecco il Bambino che vola in cielo per scampare al dragone, “E il figliuolo di Lei fu rapito presso a Dio ed al suo trono”.
Ed ecco la “bestia del mare” con 7 teste: “E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia”.
Il nostro sguardo viene catturato dalle teste di due strani
personaggi scolpiti nelle fasce laterali al portale maggiore,
nel paramento a tarsie marmoree orizzontali eseguite da Antonio
Baboccio da Piperno (Piperno, 1351 – 1435).
Ora possiamo varcare la soglia per essere al cospetto di un
ottagono regolare: è il fonte battesimale attribuito al
fiorentino Gaddo Gaddi (XIII-XIV secolo), decorato con tarsie
marmoree e sorretto da colonnine cinquecentesche.
In alto, la stella a 8 punte nel soffitto ligneo cassettonato ricostruito sul modello di quello originario normanno-svevo, distrutto per tre volte nel 1256 da un incendio, nel 1908 dal terremoto e nel 1943 dai bombardamenti del Secondo conflitto mondiale, è ottenuta dalla rotazione di due quadrati e ribadisce la simbologia del numero 8.
Contiamo le colonne, sono 13 a destra e a sinistra e sorreggono le 12 arcate della navata centrale: sono gli apostoli, sostegno della Chiesa di Cristo.
Il nostro viaggio, per il momento, finisce qui, ma non smettiamo
mai di indossare gli umili abiti medievali se vogliamo entrare
in comunione col divino.
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Le Navate |
Navata centrale | Navata sinistra | Navata destra | |
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Absidi |
Abside centrale | Abside sinistra | Abside destra | |
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| Abside centrale | ||||
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Navata centrale | Navata sinistra | Navata destra | |
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La Cattedrale di Messina, fra Simbologia e Misteri - Nino Principato |
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