In relazione ai tritoni, all'uomo marino, al vescovo marino e al monaco marino, Vincent de Beauvais, in vari libri e capitoli  del Speculum historiale  (1256-1259), cita quanto già scritto da altri autori in precedenza (da Plinio a Solino, passando per Isidoro di Siviglia e le Mirabilia dei viaggiatori)

Speculum historiale

Libro VIII, capitolo 25 - Uomo martino catturato da pescatori
“Apud Gades homo marinus captus est, qui triduo visus est vivere, sed nullo modo loqui potuit.”
«Presso Cadice fu catturato un uomo marino, il quale fu visto vivere per tre giorni, ma non poté in alcun modo parlare.»
 


Libro VIII, capitolo 26 – Uomo marino che tenta di comunicare
“Alius homo marinus, captus a piscatoribus, signis potius quam verbis aliquid significare videbatur.”
«Un altro uomo marino, catturato da alcuni pescatori, sembrava voler comunicare qualcosa più con segni che con parole.»

Creature umanoidi che vivono sott’acqua ma possono camminare sulla terra.  Episodi di cronache antiche e medievali, trattandoli come curiosità geografiche.


Libro XXVIII, capitolo 32    Il vescovo marino
“Dicitur captus fuisse episcopus marinus, qui, cum ad mare dimitteretur, gestu quodam quasi benedictionem faceret.”
«Si racconta che fu catturato un vescovo marino; e quando fu lasciato tornare al mare, egli fece con un certo gesto come una benedizione.»

Questa è una delle mirabilia più celebri del Medioevo. Il “vescovo marino” è descritto come un essere umanoide con pinne o membrane che ricordano i paramenti liturgici.


Libro XXVIII, capitolo 33  –  Il monaco marino
“Monachus marinus visus est in litore, habitu nigro et capite quasi cucullato”
«Fu visto sulla riva un monaco marino, con un aspetto scuro e la testa come incappucciata.»

Il monaco marino è meno “anfibio” del vescovo marino, ma appartiene alla stessa categoria di esseri che imitano le forme della vita religiosa umana. È un esempio perfetto della tendenza medievale a leggere il mondo naturale come uno specchio dell’ordine sociale.
 


Vincent de Beauvais

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