Primogenia dei Tuffatori

 


Il  poeta Arione di Lesbo  era un famoso suonatore di cetra, molto noto a Corinto.
Di ritorno da un viaggio in Magna Grecia, Arione fu catturato dai pirati che, dopo averlo rapinato di ogni cosa ed avere esaudito il suo desiderio di indossare la sua veste sfarzosa di cantore e di impugnare la sua cetra,   lo costrinsero  a saltare nel mare.  Il poeta andò  incontro all’abisso marino intonando un canto per Apollo e sarebbe  annegato se un delfino non lo avesse preso in groppa e portato fino al santuario di Posidone .
Erodoto - Storie - Secondo libro

Strabone ci informa che la prima persona a saltare in mare dalla rupe di Leucade sarebbe stata la poetessa Saffo, afflitta dall’amore infelice per il barcaiolo Faone.
La leggenda era famosa nell’antichità e il commediografo Menandro la cita in alcuni passi: Si riteneva che il salto dalla rupe di Leucade ponesse fine alle sofferenze amorose. Si racconta che Saffo, per prima si sia ‘buttata dalla rupe che risplende da lontano, spinta dall’assillo del desiderio  per amore dello sdegnoso Faone.

Cefalo, giovane cacciatore, ama perdutamente  Procri, ma la gelosia reciproca li allontana per qualche tempo. Il  destino vuole che si ritrovino e si riconcilino, ma a duro prezzo.
Durante una battuta di caccia, Cefalo scaglia il suo giavellotto magico, dono di Procri, verso dei cespugli, credendo che il fruscio che sente sia dovuto a qualche animale.  Ma  il fruscio è  dovuto a Procri, che é a caccia anch'ella...
Il giavellotto colpisce l'amata al  petto, che muore tra le braccia di Cefalo. Quest'ultimo viene condannato all'esilio, ma non reggendo al dolore decide di gettarsi a mare dalla rupe di Leucate per spegnere passioni e  colpe .
L’erudito Tolemeo Efestione ne parlaa in un’opera d’età romana di cui ci resta il riassunto del Patriarca di Costantinopoli Fozio nella sua Bibliotecha.
«Coloro Che si gettano dalla rupe di Leucade riescono a liberarsi dal desiderio amoroso»

Afrodite si getta in mare dopo la morte del suo amato Adone, riuscendo a guarire dall’eros.

La regina Artemisia cavò gli occhi, mentre dormiva,  a Dardano di Abide perchè l'aveva respinta. Però  il suo desiderio, per lo sdegno degli dei, cresceva sempre più. Fu così costretta da un  ordine di un oracolo a mettersi in viaggio verso Leucade. Qui giunta si gettò giù dalla rupe in mare, rimanendo uccisa.

Il poeta comico Nicostrato, invece, sopravvisse e si liberò dalla passione.

Bulagora, innamorato del flautista Diodoro, «morì gettandosi dalla rupe, pur essendo ormai vecchio».

Deucalione sarebbe saltato dalla rupe di Leucade per spegnere il fuoco del suo amore per Pitta.

Alcione, dopo la morte dell’amato Ceice in un naufragio, si getta tra le onde e viene trasformata dagli déi nell’omonimo uccello marino, simbolo della bonaccia.
Da allora, nei giorni invernali in cui il mare si placa per permettere loro di covare, si parla dei “giorni dell’alcione”,  simbolo di pace e rinascita.
Ovidio - Metamorfosi

Calica  si tuffò in mare dalla rupe di Leucade per un amore infelice.

Leucotea, secondo il mito, in origine  era una mortale di nome Ino che fu presa da improvvisa follia, (in alcune versioni, per sfuggire alla follia omicida del marito Atamante) si sarebbe tuffata in mare tenendo in braccio il figlio Melicerte.
lnabissandosi tra le acque, madre e figlio andarono incontro a una morte che però fu anche una trasfigurazione. Perdendo la loro natura umana, entrambi si mutarono in divinità del mare: Ino divenne appunto Leucotea, mentre Melicerte prese il nome di Palemone.
Il  poeta arcaico Anacreonte scrive:
Dopo avere di nuovo spiccato il volo dalla rupe di Leucade
mi tuffo nel mare canuto, ubriaco d’amore.
 

AA.VV.
Grecia arcaica

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