ALIM - Archivio della latinità italiana del Medioevo
Bernardus Marango, Annales Pisani
Edizione: Gli Annales Pisani di Bernardo Marangone, a cura di M. L. Gentile, Rerum Italicarum Scriptores, VI/II.

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A.D. MCLXVIIII.
A temporibus Sodome et Gomorre non fuerunt tam miranda et stupenda miracula, qualia evenerunt in insula Sicilie. Pridie namque nonas Februarii, vigilia Sancte Agathe, Captania civitas a terremotu usque ad fundamenta subversa est, et non remansit ex ea nec masculus nec femina. Lintini inter duos montes repente clausa est, et quedam pars Saracose civitatis predicto terremotu periit, et a predicta Captania usque ad Plassa, XI inter civitates et castella et villas, cum multis hominibus in via et agro oppressis a iam dicto terremotu perierunt. Et Farum de Messana XX palmis funditus siccatum est. Postea vero cum fortuna in locum suum reversum est


1169 d.C.
Dai tempi di Sodoma e Gomorra non si sono verificati miracoli così meravigliosi e sorprendenti come quelli che si sono verificati nell'isola di Sicilia.
Infatti, il giorno prima del 9 febbraio, vigilia di Sant'Agata, la città di Catania fu sconvolta dalle fondamenta da un terremoto, e non vi rimase né uomo né donna.
Lentini fu improvvisamente chiusa tra due montagne, e una certa parte della città di Saracco perì nel suddetto terremoto, e dalla suddetta Catania a Plassa, undici città, castelli e villaggi, con molte persone schiacciate sulla strada e nei campi, perirono nel suddetto terremoto.
E il faro di Messina fu completamente prosciugato fino alla profondità di venti palmi. In seguito, tuttavia, per fortuna, tornò al suo posto.

 


In prossimità del 1169 (un anno prima e due anni dopo) vengono citati altri due terremoti : uno a Pisa e uno nel MedioOriente.

A.D. MCLXVIII, indictione prima, mense Ianuarii.
Flumen Arni tam fortissime fuit glaciatum, quod copiosa multitudo virorum ac mulierum desuper securissime comeabant, et milites audacter super glaciem equitabant, et iuvenes ludos tabularum et scaccorum et certamina magna libere fecerunt; carri quoque fiducialiter transiebant, et quamplures homines a carraria Gonduli usque ad ecclesiam Beati Mathei Apostoli, desuper abierunt. Duravitque glacies a VI idus Ianuarii usque ad XII dies. Eodem anno, die Sancti Melciadis, qui est
Illor idus Ianuarii, fuit per totam civitatem Pisanam et Kinticam maximus terremotus cum mugito maximo et inaudito, de quo viri ac mulieres magnum timorem habuerunt.

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Anno 1168, prima indizione, nel mese di gennaio.
Il fiume Arno era così fortemente ghiacciato che una grande folla di uomini e donne lo percorreva con grande sicurezza, e i soldati cavalcavano audacemente sul ghiaccio, e i giovani giocavano con giochi da tavolo, a scacchi e a scacchi e a grandi gare liberamente; anche i carri passavano con sicurezza, e molta gente si recava dalle gondole alla chiesa del Beato Matteo Apostolo. Il ghiaccio durò dal 6 gennaio al 12.
Nello stesso anno il giorno di Santa Melchiade, che è il 3 gennaio, ci fu un grande terremoto in tutta la città di Pisa e Cintica con un grande e inaudito boato, di cui uomini e donne ebbero grande timore. castelli e varie fortificazioni e macchine intorno alla città stessa, e la espugnarono con più forza di altre nazioni
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A.D. MCLXXI, ind. III.
A temporibus Dathan et Abiron, et Sodome et Gomorre, non fuerunt tam miranda et stupenda prodigia, qualia evenerunt in terra Ierosolimitana. Civitas Tripuli, cum magna ecclesia dedicata ad honorem Beate Virginis Marie, cum toto populo; et medietas civitatis Antiochie, cum ecclesia Beati Petri Apostoli, in qua cathedra eius fuit, et cum aliquantis villis et castellis predictarum civitatum, ipsa sollempnitate Sancti Petri (que est tertio kal. Iulii) a terre motu subverse sunt. De quo terremotu XL milia hominum christianorum  et ultra perierunt, et bestie multe. Similiter eodem die Alap, Cesaria, Emma, civitates magne Saracenorum, cum parte villarum et castrorum earum, et Uringa, castrum magnum, a terremotu subverse sunt. De quo terremotu CC milia Saracenorum et ultra perierunt.

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Nel 1171 d.C., ind. III.
Dai tempi di Datan e Abiron, e di Sodoma e Gomorra, non ci sono stati prodigi così meravigliosi e stupendi come quelli accaduti nella terra di Gerusalemme.
La città di Tripoli, con la sua grande chiesa dedicata all'onore della Beata Vergine Maria, con tutta la sua popolazione e metà della città di Antiochia, con la chiesa del Beato Pietro Apostolo, in cui si trovava la sua sede, e con alcuni villaggi e castelli delle suddette città, proprio nella festa di San Pietro (che è il terzo giorno del mese di luglio) furono sconvolte da un terremoto.
In quel terremoto perirono quarantamila cristiani e più, e molte bestie.
Allo stesso modo, nello stesso giorno, Alap, Cesarea, Emma, ​​città dei grandi Saraceni, con parte dei loro villaggi e castelli, e Uringa, un grande castello, furono sconvolte da un terremoto. In quel terremoto perirono duecentomila Saraceni e più
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