I Pesci dei Mari d'Italia
 

Classe: Actinopterygii

Derivante pinna blu
Pesce burro
Ricciola blu
 Derivante gelatinoso - Straccio nero

Ord. PERCIFORMES

Fam. Nomeidae

Gen. Psenes


Foto in
nfrdi.re.kr


Foto in fishpix.kahaku.go.jp

Psenes pellucidus   Lütken, 1880
Manca una nomenclatura italiana ufficiale. Il nome di
Pesce burro, con cui viene spesso chiamato, secondo il D.M. 25 /07/ 05 MIPAF, si dovrebbe riferire a  Plectorhinchus mediterraneus  (Guichenot, 1850)

Il corpo è ovaliforme, compresso lateralmente e di consistenza molliccia.  Allo stadio juvenile può essere confuso con il mangiameduse. Crescendo diventa fusiforme e allungato e assomiglia di più a Cubiceps gracilis. La pelle nei giovani è molto sottile, tanto da far intravedere, lungo i fianchi, un sistema di canali mucipari subdermali, che danno l'impressione che si tratti di una linea laterale. Ha scaglie molto piccole  che coprono tutto il corpo (compre le basi delle pinne mediane, ma che non sono presenti sopra testa e avanti agli occhi. La linea laterale (115-125 scaglie) è alta e segue il profilo dorsale, a partire dall'opercolo e fino al peduncolo caudale. La testa è robusta ed il muso è a punta, più marcatamente arrotondato negli esemplari piccoli. L'occhio è circolare e negli stadi giovanili è relativamente piccolo, mentre nello stadio adulto diviene grande, se riferito all'altezza del corpo, ed è circondato da un anello adiposo. L'opercolo è sottile, dotato di due spine piccole e di un bordo liscio.
La bocca è relativamente piccola, tanto da fermarsi all'altezza del margine anteriore dell'occhio (negli stadi giovanili arriva all'altezza di metà occhio), ed è dotata di denti piccoli, appiattiti, ravvicinati e disposti su una riga sulla mascella superiore e di denti più acuminati e grandi sulla mascella inferiore. Presenti denti anche sul vomere, sui palatini e negli archi branchiali.
Le pinne dorsali sono due, leggermente separate tra loro. La prima, di forma quasi triangolare, ha 10-13 (12) raggi spinosi, di cui il primo è abbastanza corto, e si inserisce leggermente avanti l'origine delle pettorali. La seconda ha 1 raggio spinoso e 27-34 (30) raggi molli di altezza crescente e si estende quasi fino alla base della pinna caudale.  Quest'ultima ha 20 (32: 9+8;8-10+8-10) raggi, è profondamente forcuta e con lobi uguali e un po' più a punta solo negli adulti. La pinna anale (2-3 raggi spinosi, di cui il primo è più corto e appena più forte, e 26-33 raggi molli)  è opposta alla seconda dorsale e ne segue l'andamento e la forma. Le pettorali hanno 18-20 raggi e sono inseriti a 45° rispetto all'asse longitudinale del corpo; negli stati giovanili sono grandi e arrotondate, mentre negli adulti sono meno arrotondate e relativamente più piccole. Le ventrali si inseriscono sotto la base delle pettorali hanno 1 raggio spinoso e 5 molli;
sono piccole, pari a circa un terzo delle pettorali e reclinabili in un'apposita scanalatura; nei giovani sono molto evidenti e la loro presenza, unitamente alla presenza di due pinne dorsali, aiuta a distinguere il
Psenes pellucidus da Schedophilus medusophagus.
Negli esemplari giovani tutte le pinne hanno raggi molto più alti e margini più arrotondati.


Foto (J)  in villa-tropara.com

La colorazione negli stadi juvenili è leggermente argentata e brunita, specie nella zona dorsale anteriore e nella parte centrale, e con un aspetto generale di trasparenza; le pinne dorsali sono grigio antracite e nella seconda, specie ad animale morto, vi è una striscia longitudinale mediana scura; subito dopo la morte, lungo i fianchi appaiono delle macchie grigiastre ovaliformi. In alcuni stadi la colorazione è più evidente con sfumature bluastre e verdastre più o meno maculate. Negli adulti la colorazione è più uniformemente grigio-marrone o plumbea-bluastra, leggermente più scura nel dorso, e con qualche sfumature porpora. Le pinne sono leggermente più scure. L'occhio è blu scuro.
E' una specie pelagica (da epi- a meso- pelagica) che spesso si accompagna al mangiameduse in presenza  di Pelagia noctiluca. Frequenta la colonna d'acqua che va dalla superficie a circa 1000 m, specie da adulto, lungo scarpate continentali; nello stadio juvenile si raduna sotto oggetti galleggianti. Poco si sa del periodo di riproduzione. La sua alimentazione è a base di celenterati e ctenofori e in genere di altro zooplancton e piccoli pesci pelagici. Si cattura in superficie con retino. Le sue carni sono mollicce e prive di tossine, anche se può provocare dei disturbi intestinali. Raggiunge la dimensione massima conosciuta di 80 (37) cm .
Introdottosi dall'Oceano Atlantico, è presente nel Mediterraneo da oltre mezzo secolo, ma non sembra sia molto diffuso. In Italia sono stati catturati, con una relativa frequenza, esemplari di piccole dimensioni (7-10 cm) nello Stretto di Messina. Segnalato nelle acque della Sardegna.


 (J) Foto in turinbo.web.fc2.com

Fonti

  • FIRST RECORD OF PSENES PELLUCIDUS IN THE SARDINIAN WATERS - M. Cristina FOLLESA, Serenella CABIDDU, Andrea SABATINI, Angelo CAU - Department of Animal Biology and Ecology, University of Cagliari, Italy

  • PELAGIC STROMATEOID FISHES OF THE EASTERN PACIFIC: KINDS. DISTRIBUTIONS. AND EARLY LIFE HISTORIES AND OBSERVATIONS ON FIVE OF THESE FROM THE NORTHWEST ATLANTIC - Elbert H . Ahlstrom. John L . Butler. and Barbara Y . Sumida

  • Atlante dei pesci dei Mari italiani - Francesco Costa - Mursia - 2003

  • Fishbase - FAO - NAFO - EOL - fishpix.kahaku.go.jp

  • Prima segnalazione nelle acque italiane di Psenes pellucidus Lutken 1880- COSTA F. & FANARA P., 1994.

Nomi dialettali: nessuno

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