I Pesci dei Mari d'Italia
 

Classe: Elasmobranchii

SQUALO
TORO

Ord. Lamniformes

Fam. Carchariidae

Gen. Carcharias


Foto (acquario) in
wikimedia.org

 

Carcharias taurus   Rafinesque, 1810

Ha corpo slanciato, robusto, con la pelle coperta da scaglie piccole.
La testa è appiattita dorso-ventralmente, con
muso allungato e appuntito. L'occhio è piccolo e dietro di esso esiste un piccolissimo spiracolo appena visibile; è privo di membrana nittitante ed il suo aspetto è felino. Le narici sono più vicine alla bocca che all'apice del muso.
La bocca è larga, ad arco acuto, e si
estende fin dietro gli occhi; presenti pliche labiali inferiori ben evidenti e pliche superiori rudimentali. Le mascelle sono munite di denti appuntiti, dai bordi lisci ma affilati come rasoi, a forma di pugnale e con due piccoli dentini laterali acuminatissimi. Il numero dei denti varia tra i 45 e i 55 nella mascella superiore e da 40 a 46 in quella inferiore.
La prima pinna dorsale si inserisce dopo la fine delle pettorali, ha margini arcuati e apici a punta. Le pinne pettorali sono sub-triangolari, corte e larghe e le dorsali, l'anale e le ventrali, abbastanza ben sviluppate e quasi tutte della stessa dimensione. La caudale è lunga, robusta, col lobo superiore molto più sviluppato dell'inferiore e
profondamente indentato al margine esterno inferiore. Il peduncolo caudale è robusto, con una fossetta all'inizio della pinna caudale e non possiede carene laterali. Non ha spine dorsali o anali.


Foto di Richard Vevers  in australianmuseum.net.au

Il colore è grigio bruno più chiaro inferiormente con macchie brune variamente disposte e più scure e più evidenti nei giovani.
Vive, da solitario o in banchi, in acque poco profonde tra 15 e 25 m, ma lo si incontra anche vicino alla superficie e a profondità di oltre 190 m. E' un nuotatore lento ma forte; spesso si avvicina alla riva di spiagge sabbiose o stazione in gruppo appena sopra il fondo.
Può inghiottire aria e mantenerla nello stomaco per migliorare la sua idrostaticità.
La riproduzione, che avviene alla lunghezza di 2 metri, è ovovivipara e gli embrioni si nutrono del sacco vitellino, delle uova non fecondate della madre o degli altri embrioni. Dopo una gestazione di 9-12 mesi,  partorisce al massimo due individui alla volta che misurano tra 95 e 105 cm.  
E' un predatore attivo, specie di notte, che si nutre di pesci, ma anche di altri organismi a portata di bocca. Ingoia di tutto compreso tegami, cocomeri, arance, maialetti, ecc.  Si cattura con bestinare e con reti da posta fisse. Abbocca anche agli ami delle lenze. La sua carne viene consumata fresca, affumicata o essiccata; è sfruttato, anche, per l'olio di fegato, le pinne o per fare farina di pesce. Ha un cattivo gusto, ma i giapponesi lo considerano una specie alimentare molto pregiata. Le sue dimensioni superano i 3.20, ma più comunemente è intorno ai 2.50 m. Il peso massimo arriva quasi a 160 kg. Se non disturbato, non è aggressivo con l'uomo.
Nel Mediterraneo è divenuto meno frequente. Nei mari  italiani è noto soprattutto in Sicilia, nel Tirreno e nel mar Ionio; in Adriatico è considerato raro.

Foto in  www.julianrocks.netFlorida Program for Shark Research - Foto George Burgess
  Foto di Andy Green                  Foto George Burgess

 Nomi dialettali

Messina

Pisci tauru.


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Lamniformes


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