www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta


Alla mia città
(Messina)
 

 

Mi accogliesti
al suono dolce di un flauto
 in una fredda mattina d'inverno
Mi nutristi di storie e leggende,
divenni la principessa del Faro,
che di notte aspettava
il suo amore dal mare.

Le onde mi cullarono raccontandomi della vorace Cariddi
nascosta in una grotta di Ganzirri,
tramutata in un mostro
che risucchiava e sputava l'acqua
creando spaventosi vortici e  della Fata Morgana
che fece apparire sul mare case e spiagge assolate,
eserciti, uomini e palazzi per confondere il nemico.

La mia pelle profuma di zagara e sale
ed i miei occhi sono specchi di vita
che scorre frenetica e cambia
Ci sono le dolci colline con i sucameli e gli agrumi,
ci sono palazzi antichi che hanno resistito alle scosse del Terremoto
e alcune vie che di notte si popolano di fantasmi
di soldati che fumano e donne che gridono e fuggono

Di notte risplendi sulle acque del porto
In compagnia della Luna e delle Stelle,
i traghetti, come Caronte, trasportano anime
da una sponda all'altra di due terre divise da quel tratto di mare
Il mare ascolta le loro storie ed i loro amori,
accoglie, nella pace e nel silenzio dei suoi abissi, la vita e la morte
MESSINA profumi di tigli e di dolci

Gridano i venditori ambulanti,
fremono i mercati colorati
pregnanti di profumi di frutta e verdura, di pesce e di mare
e senti la vita urlare tra le bancarelle
e vedi gli occhi degli uomini pieni di calore e colore
e quelli neri delle donne sembrano azzurri come il mare,
carichi di passione.

E trovi per le vie il vecchio ed il nuovo
farsi compagnia senza stonare,
la gente costruire sogni sulle macerie antiche
su cuori infranti di amori perduti
su vite interrotte credute finite.
Balli dolcemente facendoti cullare da questa terra di fuoco
Incandescente e viva come me.

Canti facendo trasportare dal vento la melodie dei tuoi campanili,
le storie di santi e Madonne che t'hanno amato e protetta,
dei popoli vari che t'hanno conquistato e forgiata.
Regina t'affacci sul mare
e aspetti che sirene, pesci e gabbiani
ti vengano ad ossequiare.
Colapesce tra i coralli ti regge perché tu non possa sprofondare.

Brilli come una stella, hai cuore e coraggio.
Ho scoperto l'Amore nelle tue bianche spiagge
e nelle braccia del tuo mare mi sono lasciata amare.
Sono diventata sirena e canto
le tue bellezze e la tua nobiltà,
l'umiltà e la povertà della tua gente
l'accoglienza calorosa della semplicità

Profumo di taione per le strade,
di pitoni e di arancini,
poi cannoli e pignolate,  d'estate di granite caffè
con panna e brioche profumata.
Sei una dama timida mia MESSINA
Il tuo alito è tiepido d'inverno e caldo d'estate
odora di gelsomino per le strade

Qualche volta per le tue vie canta un pazzo,
ha la voce melodiosa e gli occhi buoni
è allegro della sua follia.
I tuoi figli colorano il tuo cielo
di fuochi d' artificio a ferragosto
Ti guardo dall'alto di giorno, di notte,
dalle spire della Lupa ti sai svincolare

Ed io SIRENA del MARE
ho imparato da te a SAPER AMARE




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