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Il Sacrario dei Caduti Cristo Re

Il Sacrario dei Caduti Cristo Re di Messina costituisce uno dei complessi monumentali più rilevanti della città, sia per la sua funzione commemorativa sia per la stratificazione storica del sito.
La sua posizione dominante sullo Stretto, la monumentalità architettonica e la presenza della torre medievale del Castello di Matagrifone conferiscono al sacrario un valore simbolico che trascende la semplice funzione di memoriale bellico.

Il Castello di Matagrifone era una fortificazione normanna che rappresentò per secoli uno dei principali presidi difensivi della città.
Il castello fu restaurato e ampliato dal Gran Conte Ruggero I, che ne fece una rocca strategica per il controllo del porto e delle vie di comunicazione. La struttura comprendeva torri quadrate e una torre ottagonale centrale, dotata di scala a chiocciola e campana. Il castello fu sede di episodi storici rilevanti, tra cui il soggiorno di Riccardo I d’Inghilterra durante la Terza Crociata.
La denominazione Matagrifone, secondo alcune tradizioni, deriverebbe da “Ammazza Greci”, in riferimento ai conflitti tra Normanni e popolazione locale; secondo altre, da un’antica famiglia o da un toponimo preesistente.
Durante il periodo svevo, il castello assunse un ruolo centrale nella difesa del territorio, integrandosi nel sistema fortificato della città.
In età aragonese, la rocca fu ulteriormente modificata, ma la sua importanza strategica declinò progressivamente con l’evoluzione delle tecniche militari e con la trasformazione urbanistica della città.
Il terremoto del 28 dicembre 1908, che devastò Messina, contribuì alla definitiva rovina delle strutture medievali.
La scelta di collocare il sacrario proprio su questo sito risponde alla logica di trasformare un luogo di antica difesa militare in un luogo di memoria e pace.
L’architetto Giovanni Battista Milani concepì il sacrario come un edificio capace di coniugare monumentalità,  spiritualità e memoria
Il Sacrario richiama il barocco piemontese, in particolare alla Basilica di Superga, grazie  alla pianta ottagonale, alla grande cupola emisferica, alla facciata scandita da elementi verticali e statue bronzee e alla integrazione della torre medievale come fulcro simbolico.

I lavori furono completati nel 1937, e il sacrario venne dedicato ai caduti di tutte le guerre. L’inaugurazione fu accompagnata da cerimonie civili e religiose che sottolinearono il ruolo del monumento nella ricostruzione morale della città.
Il sacrario è arricchito da statue bronzee delle virtù cardinali e teologali (opere di Teofilo Raggio) e dalla statua di Cristo Re (scolpita da Tore Edmondo Calabrò) collocata al termine della scalinata monumentale, che domina la città con gesto benedicente.

La campana, fusa con il bronzo dei cannoni nemici della Prima guerra mondiale, rappresenta uno dei simboli più potenti del sacrario. Il suo suono, che si diffonde sullo Stretto, è percepito come un richiamo alla memoria e alla pace.
Il sacrario custodisce le spoglie dei caduti messinesi delle guerre mondiali e si configura come luogo di raccoglimento e meditazione.
Le cerimonie civili e religiose che vi si svolgono contribuiscono a mantenere viva la memoria dei caduti e a trasmettere alle nuove generazioni il valore del sacrificio.
La statua di Cristo, posta in posizione dominante, simboleggia la protezione sulla città e sul suo porto.
La posizione panoramica del sacrario, che domina il porto e lo Stretto, contribuisce a definirne il valore simbolico.

AB

 

   


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