Sorge sull'estrema punta della falce.
La zona occupa un'area strategica di grande
rilevanza e di suggestivo impatto visivo. Il forte deve il suo nome
alla preesistenza del monastero del SS. Salvatore, convento
basiliano la cui fondazione si attribuisce al Conte Ruggero nel 1086
che su quel luogo aveva trovato suoi partigiani uccisi.
Il monastero attirò diversi monaci dediti allo studio e alla
compilazione di testi sacri, classici e musicali.
Nel 1385 vi fu ospitato Papa Urbano VI. Nella parte più estrema
sorgeva la Torre di S. Anna che ebbe una parte
importante durante l'assedio della città da parte degli
Angioini nella guerra del Vespro. In quegli
anni una grossa catena chiudeva il porto collegando la torre alle
mura cittadine. Nel 1392 la
torre fu venduta per far fronte a una carestia.
Con la costruzione del forte, nel 1546,
la torre venne inglobata nella nuova
struttura progettata da Antonio Ferramolino da Bergamo,
che comportò l'eliminazione degli edifici medievali e lo
sgombero dei monaci; la vicina chiesa,
inizialmente risparmiata fu in gran parte distrutta dallo scoppio
della polveriera nel 1549, e in seguito gradualmente abbandonata.
La costruzione del forte S. Salvatore fu il primo passo per la
fortificazione di tutta la zona falcata, determinandone un uso
esclusivamente militare.
Nel 1674, durante la rivoluzione antispagnola il forte fu espugnato
dai Messinesi che lo tennero per quattro anni.
Il terremoto del 1783 provocò diversi danni. Passato il pericolo
di attacchi dal mare la fortezza fu usata soprattutto contro la
città; i suoi cannoni insieme a quelli della vicina Cittadella spararono
spesso contro Messina.
Nel 1848 fu occupata dai Borboni insieme all'intera zona falcata e
ancora una volta usata contro la città fino al 1861 data in cui la penisola di San Raineri viene
conquistata dalle truppe garibaldine.
Nel 1934 sulla punta estrema fu posta la stele della Madonnina del Porto.
Il forte è circondato da alte mura con nella parte più estrema la
polveriera che insiste sulla vecchia torre; due possenti bastioni si
allungano in direzione della bella Porta Polveriera con arco a
bugne, incorniciata da due poderose colonne ioniche ad anelli, sulla
quale si legge un'iscrizione del 1614 che commemora gli ampliamenti
secenteschi.
La fortezza fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1908 e in
seguito inglobata nella sede della Marina Militare