Da "La gazzetta di Messina e delle Calabrie" - A cura di  Paolo Ullo

Le mareggiate di Galati Marina del 1904 e 1906

Martedì 27 febbraio 906
La mareggiata a Galati


Foto in  i.pinimg.com

Il gran veglione di ieri sera
al Massimo

Splendido, magnifico, superbo, in tutto il senso vero della parola, è riuscito ieri sera il gran veglione al teatro Vittorio Emanuele, promosso dall’Associazione della Stampa, a beneficio dei danneggiati di Galati.
La sala addobbata a fiori con decorazioni bellissime di fiocchi e fiori artificiali, confezione speciale e gratuita della rinomata fabbrica Antonino Miller, con intrecci variati di edere, palme, foglie e fiori regalate dal Sig. Fog e dal Sig. Sanderson, dava ai palchetti aspetto brillantissimo e gaio tra lo sfolgorio della luce elettrica e del gas, concessi gratuitamente dalla direzione, grazie alla esecuzione e direzione dei rinomati Floricoltori Fratelli Meglio, specialisti nel genere decorativo.
Sui colonnati dell’arco scenico si ammiravano delle riuscite caricature a guazzo nero, opera geniale dell’egregio avvocato Serrao.

Tutti si fermavano ad ammirare quelle masse nere, le quali delineandosi quasi istantaneamente facevano rilevare le figure dell’ex Sindaco Martino, del Conte Marullo, dell’on. Orioles, del Console Americano, del Maggiore dei Carabinieri Cav. Guelfi, dell’on. Florena, del Signor Brocato, del Prof. Guzzoni degli Anc arani, dell’Avvocato Serrao, del Prof. De Cola Proto, del signor Dentico e di Riccardo Calabrese.
Il palcoscenico rappresentava un paesaggio svizzero addirittura, in fondo le montagne nevose, ai lati le boscaglie, e le selve e dalla roccia sgorgante la cascata perdentesi tra il prato ed il rivo.
La cascata, opera della rinomata Ditta Carmelo Gottuso, specialista per apparecchi d’Acqua ed impianti del noto industriale Sig. Lentini, specialista pure in tali lavori, produsse effetto nuovo e magnifico e fu da tutti ammirata ed encomiata.
E devesi all’opera dei ben noti fioricultori fratelli Meglio se l’effetto del palcoscenico fu completo, poiché mercè l’opera loro assidua ed intelligentissima si potrebbe riuscire a trasformarlo in una campagna pittoresca e bellissima.
Una lode meritata e speciale diamo al bravo macchinista addobbatore Signor Mantarro, il quale ha saputo distinguersi nella trasformazione del teatro in quella sala elegantissima e splendida.
I lavori dei fiori che nascondevano le lampadine elettriche è stata opera delle orfanelle di padre Francia, specialista nel genere e degne della più viva ammirazione e considerazione.
Il pubblico, il più elegante della nostra “elite”, gremiva tutti i palchetti, e le signore e signorine in “toilette decoltèe”, destavano l’ammirazione di tutta quella eletta schiera di cavalieri e signori che si aggiravano nella sala.
Non ci è riuscito di poter fare l’elenco completo di tutte le famiglie intervenute al teatro, e per non cadere in omissioni involontarie ci asteniamo dal pubblicare tutti i nomi di quelle da noi annotate.
Il Sindaco Conte Marullo cogli assessori Melita, Scarcella, Consentino, De Cola Proto, Marangolo, Minoliti, Lella, De Giorgio, si davano cambio a vicenda nel gran palco municipale spesso affollato da mascherine molto di spirito e geniali.
Fra le maschere notammo quelle caratteristiche del suonatore Calindo, riproduzione indovinatissima del Console Americano, quella nuova e molto elegante dei calderai della Corinzia della Corinzia, dell’avv. Serrao, quelle dei pierrots, e dei due frati domenicani.
Tra le maschere di bambini, bellissime quelle delle due figliolette del signor Teodoro Aversa, quella della signorina Carducci da Andalusa, e quella dell’ussaro Francesco del Savona.
Spiritose quelle in completo costume britannico bohemienne di cui non ci è riuscito saperne gli autori.
Tra i domini elegantissimi, quelli delle Signorine Peirce Guglielmo e Grill Cav. Adolfo.
Graziosa è stata la elegante e sfarzosa maschera reclame della rinomata ditta Gaetano Peluso di Napoli fabbricante della specialità del liquore “Elena” che tanto successo ha riportato per la sua squisita bontà e gusto.
La maschera reclame del liquore “Elena” distribuiva bottigline campioni del bel liquore, astucci di lapis, sachet bellissimi, e svariate cartoline tutte graziose e ottenendo così completo e grandioso successo.
Tutti i nostri più autorevoli rappresentanti civili e politici si dettero convegno al veglione, e notammo il Prefetto Conte Capitelli, l’on. Ludovico Fulci, il cav. Scaglione, Presidente della Deputazione prov., il Procuratore gen. Comm. Brogli, moltissimi ufficiali coprenti alti gradi nell’esercito e altre notabilità spiccatissime.
E in quel movimento di uomini, di signore, di maschere, di giovanetti e di bambini, al suono dell’orchestra le danze si succedevano animate, allegre, vivissime tra la giocondità e il buon umore più schietto e più vivo egregiamente e disinteressatamente dirette dal valoroso maestro Luigi Balilla.
I due box della “lotteria di beneficenza” e della “Buvette”, ove gli angeli della carità incarnati nelle nobili signore Contessa Capitelli Morpurgo, Signora Gabbi De Angelis Carducci, Carlo e Guglielmo Sarauw, Zaccone Principessa di Castellace Manganelli, e le signorine Sarauw, Bennett, Lella furono la “great attraction” del veglione.

All’invito gentile di quelle Signore nessuno poteva negarsi e la ressa tacevasi piena compatta ai due eleganti ritrovi, e i quattrini affluivano alle cassette della Carità pro Galati in modo veramente largo e munificente.
E il lavoro compiuto da quelle elette e nobili signore coadiuvate degnamente da tutti i giovani ed eleganti cavalieri componenti il Comitato fu ammiratissimo, elevato ed altamente umanitario e benefico pei poveri danneggiati di Galati.
Messina rispose che meglio non si poteva al generoso appello e il risultato ottenuto dai proventi dei due box superante le Lire 1.700 ne è la prova pià splendida ed evidente.
E con slancio veramente ammirevole nella nobile gara della carità contribuirono efficacemente, ammirevolmente, splendidamente le due graziose, gentili e belle signorine Carducci e Capitelli, le quali, girando con disinvoltura eccezionale tutti i palchetti, distribuirono mazzolini di fiori e tante cartoline illustrate portando alle cassette del box e della buvette circa duecento Lire.
Le benedizioni e i voti più caldi e santi dei miseri, da quelle angeliche signorinette sollevati, saranno il più bel guiderdone all’opera generosa da esse compiuta.
E il Comitato delle Signore presieduto dalla Contessa Capitelli Morpurgo, che in se racchiude tutti i fascini per realizzare le alte finalità del bene e del bello, può essere orgoglioso del risultato ottenuto che è un’altra gloria alle tante di cui si è reso benemerito.

Non essendo pervenuti al Comitato ieri sera dalle persone a cui erano stati inviati i conteggi dei biglietti per le due lotterie speciali della Macchina Singer e del dono di S. M. la Regina, il Comitato ha rimandato alla prossima Domenica il sorteggio dei due premi.
Per l’acquisto dei biglietti per la detta lotteria tutti coloro che ne vogliono possono rivolgersi al negozio del Signor Squeri al Corso Garibaldi.

Queste a vol d’uccello le note della serata indimenticabile al Massimo, ove tutto procedette in modo esatto ed inappuntabile e di ciò possono andare orgogliosi i Componenti del Comitato Esecutivo del Veglione, signori Capitano Antonio De Angelis, Conte Miglioretti, cav. Uff. Carmelo Trombetta, cav. Scaglione, Alessio Valore, cav. Adolfo Carducci, Mariano Capra, Giuseppe Crisafulli, Cav. Fritz Sofio, cav. Arena Capici, Giuseppe Pulejo e Riccardo Vadalà, che seppero organizzare e prestabilire i servizi tutti in modo da rispondere completamente a tutte le esigenze e richieste del pubblico.

 

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