Da "La gazzetta di Messina e delle Calabrie" - A cura di  Paolo Ullo

Le mareggiate di Galati Marina del 1904 e 1906

Giovedì 10-11 febbraio 1906
La mareggiata a Galati

Il disastro di Galati
Affamati e senza tetto! Quando si provvederà?

Stamattina una commissione di naturali del Villaggio Galati è venuta nei nostri uffici per interessarci delle tristi sorti di quel disgraziato paese e di recarci sul posto nuovamente per constatare quali conseguenze immani e funeste ha causato la furiosa mareggiata , e rilevare principalmente la noncuranza delle Autorità governative e Provinciali, che finora non solo non si sono fatte vive a Galati ma che neppure hanno provveduto a mezzo qualsiasi per sollevare lo spirito abbattutissimo di quella disgraziata popolazione.
Il Signor Reynaud, pubblicista Nizzardi venuto espressamente per il disastrosi Galati, si è con noi accompagnato nella visita odierna al villaggio e con noi è rimasto impressionato e commosso alla tanta gravezza del disastro.

A Galati

Appena giunti e riconosciutici, tutta la povera gente volendoci esternare il suo gradimento per l’interessamento della “Gazzetta” preso al loro infortunio, ci hanno improvvisata affettuosa dimostrazione esponendoci i loro patimenti, le loro sofferenze e le loro energiche proteste contro il contegno inqualificabile ed inumano delle autorità governative, provinciali e comunali.

Dove si vive!!!

E’ impossibile descrivere dove la popolazione di Galati rimasta senza tetto attualmente vive!
E’ spettacolo doloroso e triste e desta raccapriccio quello di vedere in località umide, aperte ai venti senza riparo, non spaziose, malsane, accomunate agli animali, ventitre, ventiquattro persone di famiglie diverse, di sessi differenti, giovani, fanciulle, adulti, donne, vecchi.
E in quel confusionismo, in quegli ambienti mefitici, antigienici, orrendi, si levano grida strazianti e proteste orrende contro coloro che la disgrazia e la sventura negliggono e trascurano.
E’ orrendo!

In effetti quella gente ci ha voluto far constatare la verità di quanto scriviamo, e ci ha trascinati in quegli ovili oggi divenuti carnai umani!
In una stalla non più larga di sette metri, con gli animali, un cavallo, un asino, una scrofa, molti polli erano ricoverati ventidue individui tra giovinette sedicenni, donne adulte, uomini e bambini e giovanotti di diverso casato e neppur parenti.
Non rileviamo le scenate che si succedono per tali comunanze, non osserviamo le tristi conseguenze che possono derivare all’onore e rispettabilità delle famiglie, ci astragghiamo da ogni sorta di commento sulla decenza e la morale di tali agglomerati eterogenei, solamente notiamo per l’igiene e per la salute di quegli sventurati che non è umano, non è giusto che così debba soffrire della povera gente dopo di essere stata messa sul lastrico per un disastro immane!

Le autorità avrebbero dovuto di ciò seriamente preoccupare ed essere tutte concordi nell’adottare quei provvedimenti che la urgenza del caso imponevano.
E tanto più diventa biasimevole tale trascuraggine da parte delle Autorità, quando si pensi che trattandosi di un sol villaggio distrutto e a brevissima distanza da Messina, avrebbe potuto provvedersi a locare dei magazzini, che ce ne sono tanti vuoti e disponibili, per farvi allocare la povera gente misera e senza tetto.
In tale circostanze, le amministrazioni attive debbono essere risolute ed energiche ed assumersi complete le responsabilità dei provvedimenti, che pur sbagliati, data l’anormalità delle circostanze che li hanno provocati, non possono mai essere passibili di biasimo o di censure.

Sono casi straordinari, impreveduti, quelli come i disastri di Galati e perciò alle eccezionalità degli eventi avrebbe dovuto rispondersi con le eccezionalità dei provvedimenti.

E’ averli trascurati finoggi è colpa, e le responsabilità di questa ben a ragione la disgraziata popolazione di Galati fa ricadere sulle autorità con le sue grida e le sue proteste.
Sono tre giorni oggi che quel ridente ed ameno villaggio è un ammasso di rovine e di macerie e tranne del povero Comandante Signorile e dei due graduati Leone , Ferrara e dei tre Vigili Gennaro, Anastasi e D’Angelo, i quali hanno compiuto e compiono veri prodigi di abnegazione e di sacrifizio null’altri di Messina venne almeno per dar la loro parola di lusinga e di promesse confortatrici a quella misera gente, condannata perfino a desiderare il tozzo di pane.
Ed è vero che quella popolazione soffre la fame, perché i forni sono stati distrutti e da Messina stamani neppure il pane si è colà spedito per la solita distribuzione come nei giorni passati.
Non facciamo commenti, che sarebbero molto gravi!

Un telegramma dell’On. Lodovico Fulci

Il nostro amico Prof. Lodovico Fulci vivamente interessandosi alle fatali condizioni così ha telegrafato al Ministero dell’Interno:
“Sua Eccellenza Ministro Interno – Roma.
Popolazione Galati villaggio Messina causa ultima mareggiata è senza tetto senza pane. Imploro urgenti soccorsi.
Ossequi.
“Deputato Lodovico Fulci”.

Provvedimenti balordi

Mentre l’autorità militare sempre prima e sempre pronta nelle nobili opere di sacrifizii e di abnegazione aveva spediti riparti di soldati del Genio al comando di ufficiali e sott’ufficiali per coadiuvare i poveri pochi vigili nel loro penoso e difficile lavoro di demolizione ed abbattimento delle case pericolanti, proprio quando i militari iniziavano con cinquecento sacchi l’arginatura al tratto di strada dove sorge la chiesa parrocchiale e il caseggiato ove è la rivendita di tabacchi, un ordine superiore fa sospendere i lavori, mettendo così in serio pericolo la chiesa.

Episodii emozionanti

 Ci vorrebbero lunghi articoli narrativi e descrittivi per mettere in rilievo gli emozionanti episodi a cui in ogni momento si assiste a Galati e tali da addolorare e commuovere i cuori più duri.
Il Signor Antonino Micari, che era il proprietario di caseggiati più forte di Galati e che li ha avuti tutti distrutti, ai pompieri che davano mano alla demolizione delle sole quattro mura rimaste della sua abitazione ha detto soffocato e strozzato dal pianto:
“Per carità lasciatemele quelle quattro pareti che ricordano ancora la mia ricchezza perduta!”
La bambinella quattrenne Rosina agazzi a cui la mareggiata ha distrutta tutta la casa della povera mamma sua, siccome vede ancora la porta di ingresso chiusa, non conscia ancora del disastro aggrappasi ogni istante alle vestaglie della sua genitrice e traendola alla porta e battendovi colla manina gridava a squarciagola: “Japri!”.

 Pro Galati

 Il Signor Giuseppe Crisafulli c’invia la letetra che qui appresso pubblichiamo:
“Egregio sig. Direttore della Gazzetta di Messina.
Un ridente e popolato villaggio, quello di Galati, è scomparso cedendo alla furia devastatrice delle onde, lasciando senza tetto e senza pane quei miseri naturali, inebetiti, nel dolore!
E’ straziante la scena che si presenta al visitatore mentre è urgente il soccorso e lo aiuto di quanti han cuore,
Messina, la città eminentemente generosa, Messina che simili circostanze ha saputo, con slancio generoso, accorrere ove c’è da lenire un dolore, a confortare una sventura, vorrà anco questa volta, venire in soccorso di tanta povera gente che piange e si dispera!
A lei che con tanto interesse ha sempre sostenuta la causa di quei poveri naturali, a lei che tanta premura ha spiegata per quel disgraziato villaggio, mi rivolgo pregandola di aprire, nella sua diffusa Gazzetta, una pubblica sottoscrizione, che son certo, darà buoni frutti.
Alle signore, alle nobili anime che han tante volte concorso col loro aiuto e col loro consiglio, a prò degli infelici, non giungerà indifferente il mio appello e si abbiano, sin da ora, le benedizioni ed i ringraziamenti di tante madri che sperano!
Grazie della ospitalità che accorderà alla presente e con stima mi dico, suo

Giuseppe Crisafulli fu A."

Noi plaudendo alla sua iniziativa la avevamo già prestabilita per venire in soccorso del villaggio Galati.
Facendo appello alla carità cittadina per una popolazione derelitta ed immiserita; siamo sicuri che la nostra cittadinanza ove i sentimenti di patriottismo e di carità non son venuti mai meno sapranno ancora questa volta affermarsi nel nome santo di Messina sempre prima nelle opere di redenzione civile degli oppressi e dei miseri.

La nostra sottoscrizione

Gazzetta di Messina

Lire 25,00

On. Ludovico Fulci

Lire 25,00

Cav. Federico Sofio

Lire 25,00

 

Lire 75,00

Le oblazioni inviate ai Nostri Uffici il giorno saranno pubblicate nella edizione della sera e i versamenti  giornalmente saranno fatti alla Banca Commerciale.

La Società dei Tramways

L’egregio Direttore dei Tramways Siciliani Cav, De Fourny ci comunica che volendo venire in soccorso dei danneggiati di Galati l’Amministrazione Tranviaria ha disposto che la metà dell’importo dei biglietti di viaggio da e per Galati che si distribuiranno nella giornata di Domenica 11 corrente vada a beneficio dei danneggiati.
Plaudendo alla generosa iniziativa siamo certi che Domenica la nostra cittadinanza accorrerà numerosa a Galati col tram per dare il suo obolo a quella popolazione e per sincerarsi sulla immanità del disastro.

Primi provvedimenti per Galati

Ieri si sono recati a Galati il vice Capo dell’Ufficio Tecnico Cav. Collima N. e l’Ing. Capo del Genio Civile cav. Ghersi e, dopo aver presa visione di tutta la gravezza del disastro, hanno ordinato l’immediata demolizione di tutte le altre case restate lungo la riviera sventrate per la friabilità del sottosuolo rimaste pericolanti.
Sono arrivati grandi quantità di pane e di viveri che la popolazione sta divorando.

Il Municipio di Messina ha dato disposizioni al Comandante dei vigili Ingegnere Signorile di provvedere subito alla sistemazione di forni. Sono stati inviati all’uopo soldati del Genio per tale costruzione. Si è attivato il binario del tram sul lato opposto alla riviera.
I signori della deputazione provinciale hanno ordinato la locazione immediata di vasti magazzini di alcuni proprietari, per evitare i deplorevoli agglomeramenti di persone.

Ha indignato il rifiuto fatto dall’avv. Muscolino proprietario di un vasto locale capace a contenere venti famiglie, alla richiesta di fitto fattagli dalla Autorità. Si spera però che per i buoni uffici di persone autorevoli il Muscolino vorrà cedere.

La popolazione in vista di questi interessamenti mostrasi alquanto rinfrancata, fiduciosa che l’opera dell’on Sonnino, l’interessamento del cavaliere Scaglione e la efficace cooperazione della stampa italiana verranno a sollevarla dall’attuale abbattimento.

Comitato Pro Galati

A nostra iniziativa si è costituito oggi un Comitato per venire in soccorso dei danneggiati di Galati composto dai signori on. Ludovico Fulci, Cav. Scaglione, presidente della Deputazione provinciale, Cav. Federico Sofio, Cav. Uff. Carmelo Trombetta, Roberto Antonino fu Carmelo, Riccardo Vadalà, Cav Antonino Tripodo, Alessio Valore, Cav. Paolo Arena Capici, Cav. Uff. Vittorio Penno, Giuseppe Crisafulli, Conte Pio Miglioretti, ed altri.
I predetti signori sono invitati ad intervenire domani negli Uffici della Gazzetta alle ore 15.
Somma precedente Lire 75,00; Cav Scaglione, Presidente Deputazione Provinciale, Lire 50; la Ditta Carmelo Roberto, Lire 25; Ing. Reynaud Bernard, pubblicista industriale Nizzardo, Lire 20; Giuseppe Calapaj, Lire 2; Giuseppe Pulejo, pubblicista, Lire 5; Ernesto Citarella, pubblicista, Lire 1; Totale Lire 178,00.

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