Grida il capobarca, con voce roca
«Jusu, jusu! 'na nticchia fora!»
«Cala, cala!»
Scende gią la rezza nel grembo del mare;
tace ogni cosa, intorno al possente banco
un cerchio d’ombra, come d’antico altare.
Braccia forti all’unisono si tendono,
la rete geme e il peso vivo colma le barche.
Sull’onde chiare le prue scendono
brillano al sole nel ritorno a casa.
Si confonde la terra con l’orizzonte,
l’azzurro con altro azzurro si fonde,
solo bianche vele, un monte appare,
lieve come un ricordo che sa di mare.
Ecco Galati, la
sponda che al cuore mio s’appiglia,
bambini e donne, trepide, guardan l’onde
mentre la barca approda, stanca,
alle care sponde.