I
Sognando io sto, seduto alla scrivania,
il lume dello schermo innanzi a me risplende;
di Messina rivedo l’armonia,
e il cuor si desta, lento, e si riprende.
II
Il mare azzurro stende il suo respiro,
specchio che accoglie navi in lento andare;
traghetti lievi seguono un destino,
e il vento canta storie sopra il mare.
III
Nell’onde che invitano a sognare,
giungon possenti i legni forestieri;
si fermano stupiti ad ammirare
quel porto e quella città dai dolci misteri.
IV
E mentre il veliero più bello appare,
signore antico dell’immenso blu,
il mio pensiero torna al nostro mare,
che all’anima dà pace e virtù.
V
Lontano sono, eppur mi sembra strano
che basti una foto a ridestar l’ardore;
ma il ricordo è un sigillo nella mano
che guida il cuore al suo segreto amore.
VI
Io sono lontano, e il cuore un poco duole,
ma quelle immagini mi fanno bene;
son fili di memoria, antiche scuole
che insegnano all’anima ciò che le appartiene.
VII
Ricordi incisi dentro la mia mente,
che il tempo non scolora né disperde;
li porto in cuore, vivi eternamente,
come una fiamma che mai si perde.
VIII
Così, guardando il mare con amore,
ritrovo il mio passato e il mio domani;
Messina vive ancora nel mio cuore,
come un abbraccio che non lascia mai le mani.