La luce e l'odore del blu e del verde
affiatano il rumore del silenzio
che dą segno d'agosto.
Un pugno nello stomaco
che rivela la cadenza di
data,
di distacco.
Tutto racchiuso nei passi stentati
che ripercorrono
memoria
di voci in questa casa.
Si affaccia l'urgenza
di ricordare il
freddo
che taglia l'arsura della vita.
E allora riempio un vuoto
nello
specchio della somiglianza,
dove i miei gesti
sono quelli dispettosi
e
generosi
di mia madre,
dove mi perdo per ritrovare in me
la sua parte di lei.