La navigazione di San Brandano è stata scritta da un autore sconosciuto,
ecclesiastico irlandese, che si basò sul patrimonio leggendario della
sua terra, inserendovi spunti di derivazione cristiana. Il testo,
diffuso in Europa dai monaci sfuggiti alle incursioni vichinghe, fu
tradotto per secoli in numerose lingue.
Brandano, abate benedettino irlandese (Clonfert), è un santo, vissuto nel VI
secolo: si procurò fama di navigatore fondando monasteri sulle isole
tra l'Irlanda e la Scozia. Forse sbarcò, prima di Cristoforo Colombo e
dei Vichinghi, nelle terre che poi si sarebbero chiamate America.
Il mito lo trasfigurò, immaginandolo alla testa di una ciurma di monaci,
alla ricerca, con un curragh (imbarcazione con intelaiatura di legno
ricoperta da tela catramata), di un paradiso terrestre e dei santi
situato su un'isola misteriosa.
Brandano lo raggiunge, dopo aver navigato per molti anni in mezzo a
balene, pesci che assumono la forma di ciambelle, uccelli parlanti,
diavoli e anime di morti che all'avvicinarsi della navicella emergevano
dalle profondità marine: "... urtavano contro lo scafo, ne
addentavano i remi e si sollevavano sull'acqua".
Durante il viaggio incontra icebergs, eruzioni vulcaniche sottomarine, il diavolo, Giuda
iscariota e una sirena pelosa.
In una di queste avventure sbarcò sulla balena-isola e su di essa accese
il fuoco, al che il cetaceo si immerse rapidamente, facendo cadere in
acqua tutti i frati.
Si salvarono tutti e per questo San Brandano fece
notare quanto il Signore fosse misericordioso e li proteggesse dai
pericoli, anche se i frati confessarono la loro paura
Fonte
Misteri e leggende del mare
G. Costa
Mursia Editorre