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Viandanti di vita tenebrosa
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Li ho sempre visti giungere col sorriso di chi vuole cure e partire con
l'indifferenza, solo un po' scucita, di chi pensa d'aver solo dato...
Li ho visti andare via nella loro vita di tenebre, molto più nere di queste
in cui mi costringo; li ho visti, per mille anni, tessere, illudere,
prendere amore nella necessità di possedere tutti i luoghi dell'anima e
di vedere tutte le albe di questo mondo..
Sono i Viandanti persi nella perenne ricerca di desideri mai sopiti e
capaci solo di aspettare qualcosa che non giungerà
mai, ma per la quale sono disposti ad avvinghiarsi ad ogni alito che trama.
Sono i Viandanti di una umanità invaghita che non provano
mai a restare un po' qui, con me, irrigiditi più della colonna
che reggo o a dare lo stesso tempo, che una maledizione matrigna mi
diede senza risparmio per rendermi più salato il pianto, a chi
lassù fa di me scempio... Sono i viandanti di vita tenebrosa, che io lascio andare...
Ora, però, anima di luce, che sorridendo non sei giunta e che mi hai dato calore, ti vedo
tremante nel cuore e negli occhi ti scorgo un lamento di alghe intrecciate
da un mare lontano. Vedo, pure, i chiari segni d'amore che graffiano con
sofferenza l'immobilità di un'acqua profonda e scura. E vedo i
tumulti dell'anima tua, quando ti avvicini al fuoco di questa terra
isolata. Timori, addii, abbandoni, certezze faticosamente costruite, equilibri appianati...
Li vedo, amore mio. Li vedo. E so che non li potrai più lasciare, mentre
il tuo cuore triste è chiuso nei lamenti ed è prigioniero dell'asprezza del rimpianto!
Ma pur di salvarti, ora, potrei porre fine ad un inutile rinunciare e darti la certezza che Scilla e Cariddi non
riuscirebbero mai a rapirti.
Andare, tornare, partire...
Tu viandante di vita tenebrosa non sei, mia luce assolata, perché sei le notti che non dormo,
perché sei vento nei capelli, delicata attesa di ogni giorno, odore di onde urlanti sulle spiagge di novembre,
perché sei sussulto ad ogni pensiero, incredibile realtà che mi toglie dal gelo.
Perché sei, più di prima, luce dell'anima mia...
Cola


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