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Del dolore antico

Un dolore violento e viscerale mi prende e, senza dare spazio all'attesa, mi strugge le
notti e i giorni.
Mi pervade, despota assoluto di ogni minuto, i reconditi
angoli del corpo e allontana in altri mondi indifferenti le ombre, che
vagavano indefinite nella mia grande e protetta solitudine.
Dolore che spezza i sospiri nel petto e che, senza darmi
lamento, si impossessa delle mie mani che diventano capaci solo di cullare
il sogno di accarezzarti, per il resto sono tremanti e inopportune spie del mio folle amore senza ragione...
E' il dolore del tempo non vissuto con te, delle speranze incerte che
sospendono nell'acqua trasparenze amate, delicati sensi, fremiti
irrequieti.
Da sempre lo ho aspettato, pensando che forse mai sarebbe giunto, ma, sono
sicuro, adesso è arrivato e senza il dilemma dell'esistenza o il
pensiero della morte che mi accompagna. E', anche, il dolore dell'attesa, dei giorni che potrò avere e degli
attimi che riuscirò a rubare per i baci appassionati.
Ogni giorno aspetterò, senza pretese, che giunga la sera.. e, se l'attesa sarà
vana, tornerò ad aspettare, materna o matrigna che sia, la notte,
sempre più tragicamente insonne, ma sicura consolatrice di una disperata
idea fatta di paure...
Ora sei qui tra le mie mani..
Impalpabile sussurro.. leggera evanescenza.
Io ancora non dormo e resto con te, in compagnia del mio dolore...
Cola


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