Colapesce  ricordato a Catania

Nella bella piazza dell'Universita', Catania ha voluto raffigurare nel bronzo del basamento dei quattro candelabri che adornano e illuminano la piazza, opera dello scultore catanese Mimmo Maria Lazzaro, quattro episodi mitici, della tradizione cittadina.

- Sul basamento del candelabro posto a nord-est e ricordato l'eroismo dei pii fratelli Anapia e Anfinomo. Una notte L'Etna incomincio' a tuonare e  vomito' un fiume di lava che tutto travolgeva nella sua discesa verso il basso.
La gente fuggiva terrorizzata, a rotta di collo. Solo i due giovani procedevano lentamente sostenendo gli anziani genitori che li seguivano a fatica.La lava avanzava pero'velocemente. I due fratelli si fermarono sbigottiti e levarono al cielo una muta preghiera. E prodigiosamente la colata lavica si sperse in due e i due fiumi ardenti proseguirono la loro corsa rovinosa lasciando libera una striscia di terra su cui i due fratelli proseguirono fino a raggiungere Catania .

- Nel candelabro di nord-est e rappresentata la storia di Uzeta, un giovane popolano catanese che si innamoro' della bellissima figlia del re Cocolo, di nome Galatea. Ma la principessa lo respinse, indignata solo all'idea di sposare un pitocco. Uzeta per essere degno dell 'amore di Galatea compi' imprese eccezionali: da solo affronto'i pirati del corsaro Boianazzo e li sconfisse, prese parte a innumerevoli battaglie compiendo tanti atti di eroismo che finalmente, ammirata, la bella Galatea accetto' di sposarlo .

- Nel candelabro di sud-ovest e' esaltato il sacrificio della bella virtuosa Gammazita.Promessa ad un giovane catanese, ai tempi della dominazione francese in Sicilia, la ragazza era corteggiata da un giovane provenzale, la cui proposta di nozze aveva respinta. Il giorno delle nozze, mentre Gammazita era sola presso il pozzo nell 'orto il provenzale tento' di rapirla. La ragazza, non trovando altra via di scampo, per sfuggire al manigoldo si butto' nel pozzo.

- L'eroe del quarto candelabro è il leggendario Colapesce, un vigoroso pescatore che trascorreva la sua vita sempre nel mare . Capitato a Messina il re del tempo, mise alla prova il pescatore. Questi esegui tutti gli ordini che il re gli diede, finche' questi non ancora contento, gli ordinò di raggiungere il centro dello stretto di Messina. Quando il giovane raggiunse il fondo i gorghi ribollenti del mare presentarono uno spettacolo tanto affascinante, che egli non ebbe la forza di staccarsene, e morì miseramente affogato.

 

Le Regioni d'Italia
Minerva italica 1965

     

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