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13.08.2012 - 13.08.2023

Tocco in estate stoffa di mari asciutti,
delle tue piaghe e di vino;
un unico vestito come lascito.
Rientro nel cibo e nelle grotte
dei tuoi gesti annebbiati dal fumo;
litanie per non perdere il centro.
Punto all’orizzonte che nasconde il confine,
raccolgo il suono rattrappito della voce ultima;
ultime parole rubate agli spasmi della tua notte.
Schivo i colpi di quei giorni bastardi,
cumuli disumani bastonati dal silenzio di lamenti e lacrime
nascoste;
le ho viste, io, quelle lacrime.
So che il Tempo sta sbiadendo le foto e
le metto in ordine nel mio disordine;
le sistemo sempre per non scombinare il ricordo.
E alla fine, nella fine,
Madre a me assegnata,
ascolto sempre i tuoi capelli neri mentre ti muovi nei miei sogni
D.M.

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