www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per sceltaWalter Ignazio Preitano

 

LA PESCA DELLE COSTARDELLE

Un giorno Nicola, il fratello di Peppuccio, mi disse:
- Nel pomeriggio variamo a costardelle; se é interessato, ci vediamo alla torre per le cinque.
Nicola era un appassionato di quel tipo di pesca, ed era considerato "uno che ci sapeva fare". Ed allora decisi di non farmi sfuggire l'occasione. Ci sarebbe stato anche Salvatore "il banchiere", amico mio e cugino di Nicola.
La pesca delle costardelle non é facile, e richiede molta esperienza sia nell'avvistare il branco, sia nel calare la rete. La dinamica assomiglia molto a quella della pesca delle alalunghe, ma si fa andando per mare in cerca del branco e senza l'ausilio della feluca. Si usano due barche, e una delle due può essere il "buzzettu". Comunque deve essere una barca grande, che possa contenere agevolmente la grande rete ravastina (raustina in altre località), e veloce che possa raggiungere il branco e superarlo.

La costardella é un pesce azzurro che si pesca in poche zone d'Italia. Oltre che da noi, credo che sia pescato ed apprezzato in Liguria. La  tradizione vuole che la sua "morte" sia la frittura, accompagnata magari con cipolla cruda, tagliata a strisce ed immersa in acqua ed aceto. Però, se si tratta di esemplari di taglia un po’ più grossa, li si può spinare e farne degli involtini da cucinare alla ghiotta o alla brace. Ai bimbi piace molto spinato, infarinato e fritto a mo' di cotoletta. Insomma, si può giostrare con la fantasia.
A quel tempo i branchi erano molto generosi, per cui la pesca alla costardella era di sicuro guadagno per chi la praticava. Il suo prezzo era di giornata, e dipendeva solo dalla quantità del pescato nella zona.

La prima difficoltà, che per me risultò insormontabile, é quella di avvistare il branco in lontananza. Nicola stava in piedi sulla prora, mentre la grande barca, sulla quale c'ero a bordo anch'io, batteva un piccolo tratto di mare invertendo la rotta con frequenza. Ah, a proposito: la direzione Nord, convenzionalmente é intesa "susu", cioé sopra, quella Sud invece "iusu", cioé sotto. Per le altre due direzioni  ortogonali  si  usa indicare "fora", cioé verso fuori, e "terra", cioé verso terra. Questo é il modo con cui, chi dirige gli inseguimenti, comunica con chi manovra la barca. Questo almeno nella zona di Ganzirri. Per tutte le direzioni intermedie, una volta che la barca inizia la manovra, si usa la fantasia. La direzione si blocca dando l'ordine: "tuttu paru cosi", nel senso che la virata é stata sufficiente e che  la  barca può ora proseguire la sua corsa mantenendo la rotta.

Il tempo era ottimo e molti equipaggi avevano già fatto delle buone cale. Sicché l'entusiasmo non mancava. Tuttavia  Nicola non riusciva ancora ad individuare un branco di pesci. Ogni tanto gli si avvicinava qualche altro pescatore amico ed insieme commentavano la disdetta.
Poi, quando gli uomini cominciavano già a dare segni di sconforto, Nicola attirò su di sé l'attenzione di tutti. Scrutava il mare nella direzione fora", verso la Calabria, e dovette usare la mano a mo' di visiera per riparare gli occhi dal sole. Scrutava attentamente, non era sicuro. Due uomini vicini a lui scuotevano la testa, cercando di dissuaderlo. Ma Nicola insistette e ad un certo punto trattenne il respiro. Poi, come morso da una tarantola, indicando con la mano un punto del mare non lontano dalla barca, cominciò ad urlare:
- Rizzòmita, rizzòmita
Questo é un modo in cui può presentarsi il branco di costardelle: decisamente il più difficile da individuare. In questa particolare condizione, le costardelle si portano con le spadine a lambire la superficie del mare, tenendo il corpo in verticale. Cosicché  l'acqua si increspa leggermente. Per la maggior parte dell'equipaggio é davvero un atto di  fede; ma la pesca é tutto un atto di fede!

- Va' fora, fora, fora - gridava Nicola, mentre nella barca ognuno si preparava al grande evento della cala
- Va' susu, va' susu - Nicola ora faceva virare la barca perché affiancasse il branco e lo inseguisse, fino a raggiungerne la testa.
Ma la serata non era delle più fortunate, ed il branco si sfrangiava perdendo la sua compattezza. Allora bisognava inseguire la frangia più consistente e Nicola dovette dare un nuovo ordine, gridando a più non posso:
-
Va 'nterra, va 'nterra.
Era un cambio di rotta necessario e dopo poco un nuovo ordine:
- tuttu paru cosi, tuttu paru, tuttu paru, tuttu paru -  e finalmente - modda ora, modda, modda.
L'ordine era rivolto agli addetti alla "ravastina", che   cominciarono  a  gettare  in  acqua  la  rete, mentre  una cima veniva tenuta dalla barca di scorta.
- Tuttu paru, tuttu paru-; la rete lambiva il branco nella direzione della sua corsa. Poi d'un tratto: - va fora, fora fora.
Cominciava la manovra avvolgente. Il branco era stato superato e bisognava circondarlo. Tutti attendevano l'ordine di virare ancora per chiudere la rete. Ma Nicola voleva allargare di più per imprigionare una maggiore quantità di pesce. E finalmente l'ordine venne. Un ordine convulso, allarmato. Le cose non andavano come Nicola voleva. C'era il rischio di perdere il pesce se non si procedeva velocemente.
- Va' iusu, forza, forza.
Il motore  mandava il suo fumo nero dal piccolo tubo di scarico e tutta la barca tremava. C'era il presentimento che quella cala non si sarebbe conclusa con il pesce in barca. Ormai la rete si era consumata e non rimaneva che tirare. Le due barche si avvicinavano per chiudere la via di scampo alle costardelle. Si tirava con frenesia, ma ancora del pesce nessuna traccia. La gente guardava Nicola, che appariva tranquillo mentre aiutava a tirare. D'un tratto le prime costardelle apparvero in superficie e saltarono fuori dalla rete. Poco male, ma ora c'era la coscienza che la cala era andata a buon fine. Chi era libero da impegni, batteva il mare con ogni oggetto disponibile, per fare allontanare il pesce dalla rete e dalla porta, che ancora non si era chiusa.

Ed ora, descrivere lo spettacolo di tante lamelle d'argento puro che guizzavano da ogni parte, é davvero un’impresa impossibile. I più abili cominciarono la raccolta delle costardelle con i coppi o direttamente con le cassette. Il tratto di mare racchiuso dalla rete, ribolliva e schiumava. La soddisfazione cominciava ad apparire nei volti dei pescatori, man mano che venivano ammucchiate le cassette ricolme di pesce.

Alla fine, a detta di tutti, non fu una gran cala, ma di sicuro una bella impresa.

 

Walter  Ignazio Preitano

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