Mi riconoscono dal passo, quando sono ancora lontana, le mie galline a cui ogni mattina porto il mangime e avanzi di cibo.
Quando poi entro nel pollaio qualcuna si accuccia e non so se per riconoscenza delle cure che presto loro o perché vorrebbero
le " coccole" di un gallo.
Pur vivendo in uno spazio ampio, all' ombra di un vecchio fico, dove possono razzolare e raspare, a volte sembrano annoiate e avvilite.
Davanti al cibo però le mie galline con pedigree perdono ogni contegno: affondano il becco nella conca mostrando un ammasso
variopinto di piume e code e, picchiettando rumorosamente, la svuotano.
Nello stesso cortile, nella stessa casa in cui sono nata svolgo, con grande appagamento, la stessa mansione di mia nonna e mia madre.