Al suono della RIMONICA e del VIOLON si danzava la sera di San
Sebastiano a San Foca da tempi remoti.
Il "bal dei vècius" era chiamato perché dedicato alle coppie
sposate, soprattutto quelle avanti con gli anni, che ritrovavano
quella sera il vigore della gioventù, dimenticando le fatiche e
le privazioni.
Uomini e donne, per l'occasione, indossavano l'abito migliore, spesso quello nunziale
adornato da viole perché
SAN BASTIAN CU LA VIOLA IN MAN, viola o no viola il frèit a ni
mola.
La sala da ballo uno stanzone della casa Valvason Maniago,
per riscaldarsi VIN BRULÉ.
Una volta con la nonna andai a vedere il ballo a cui partecipavano anche i miei genitori.
Non riconobbi il papà, di solito così serio, nelle vesti di ballerino, mi pareva goffo mentre la mamma era bella e leggera.
La mattina dopo sentii la mamma, mentre cuciva con la macchina SINGER, cantare
"Son tornate a fiorire le rose...."
Il quadro di Vittore Antonio Cargnel (1877-1931), dipinto nel
1926, mostra gli abitanti di SanFoca in festa proprio il giorno
di San Sebastiano attorno alla chiesetta omonima.