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Enalos

Enalos scese dove il cielo si
scioglie,
tra le vene profonde del mare antico.
Il vento gli disse il nome delle onde,
la luna gli posò un sigillo d’argento sulla fronte.
Non tuffo, ma scelta:
lasciare la terra,
lasciare la paura,
lasciare il respiro per trovarne uno nuovo.
Il mare lo accolse come un figlio
ritrovato,
gli aprì le porte che nessun uomo vede,
gli mostrò il canto che vive sotto le correnti,
la voce che guida i pescatori nelle notti senza stelle.
Enalos tornò diverso,
con negli occhi la memoria dell’abisso
e sulle mani il sale dei segreti.
Chi lo vide giurò che camminava
come chi ha parlato con gli dèi.
E ancora oggi, quando un giovane si
tuffa
e l’acqua si chiude come una promessa,
il mare ricorda Enalos
e lo chiama per nome.

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