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Chi scava la fossa agli altri, vi cade dentro

Giufà trovata una moneta falsa, decise di usarla lo
stesso. Così, andò al mercato e comprò una papera.
Il venditore di papere, con quella moneta, andò a comprare della farina. Il venditore
di farina comprò una teiera, sempre con la moneta di Giufà. Il
commerciante di casalinghi andò da Giufà e con la moneta falsa acquistò
della legna.
Giufà andò, allora, al mercato e con quella moneta pagò un turbante.
Il venditore di stoffe si accorse, però, che la moneta era falsa e la
rese a Giufà. Giufà guardandola con attenzione riconobbe la moneta
trovata in giardino, ma avendola avuta indietro dal venditore di
casalinghi, volle andare dal giudice per sporgere denuncia. Fu così che il giudice convocò il negoziante, che disse:
- Questo denaro l'ho avuto dal venditore di farina
Convocato il venditore, questi disse:
- Ho avuto la moneta dal venditore di papere.
Il venditore di papere si giustificò, dicendo di aver avuto la moneta da
Giufà.
Il giudice chiamò Giufà e gli chiese dove avesse trovato la moneta.
Giufà, con un po' di vergogna disse:
- Signor giudice l'ho trovata nel mio giardino...
Il giudice, arrabbiato per il comportamento di Giufà, che oltre ad ingannare gli
altri pretendeva di accusarli dello stesso imbroglio, lo condannò severamente.
Dopo la sentenza, Giufà commentò:
- Signor giudice, a scavare la fossa per gli altri si corre il rischio di caderci dentro per primo!!

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