Una stoltezza di Giufà

Giufà dichiara il vero


Karl  Jelinek

Un amico andò a far visita a Giufà e gli disse che aveva bisogno di lui.
- Che cosa ti serve? Hai bisogno di soldi? - chiese Giufà.
- No, no, ho bisogno di te per testimoniare.
- Su che cosa?
- Voglio che tu venga con me dal giudice a testimoniare che, ho dato a un tale cento chili di grano, perciò lui è in debito verso di me.
- Ma io non ti ho visto dare nulla a nessuno! - disse Giufà.
- Questo lo so, ma so anche che tu sei il mio miglior amico e mi vuoi tanto bene - rispose l'amico.
E Giufà:
- Ma di quale bene stai parlando? Tu mi stai chiedendo l'impossibile.
L'amico si rattristò e disse:
- Sarebbe stato meglio non venire da te; pensavo che tu fossi il mio amico più caro.
E Giufà:
- Non te la prendere, amico mio, puoi sempre trovare qualcun altro che testimoni per te; se io fossi stato presente, sarei venuto volentieri a testimoniare.
L'amico con furbizia allora propose:
- Che cosa mi dici, se ti do trenta monete per la tua testimonianza?
Giufà ci pensò su un attimo e disse:
- Non si possono rifiutare trenta monete per una testimonianza così semplice! Puoi considerarne tuo testimone.
L'amico diede i soldi a Giufà e disse:
- Domani mattina passerò da te, così andremo insieme dal giudice.

Quando furono tutti davanti al giudice, l'amico di Giufà diede la sua versione dei fatti, ma l'accusato negò tutto.
- Hai dei testimoni? - chiese il giudice all'accusatore.
L'accusatore rispose con sicurezza:
- Sì, il mio testimone è Giufà, è un uomo onesto e di fiducia.
Il giudice si guardò intorno e disse:
- Dov'è Giufà?
Giufà fece due passi avanti e il giudice gli chiese:
- Giufà, tu puoi dichiarare l'autenticità della versione dell'accusatore nei confronti dell'accusato?
Giufà rispose:
- Signor giudice, posso dichiarare che quest'uomo (l'accusatore) ha dato cento chili d'orzo a quell'uomo (l'accusato).
E il giudice:
- Lui (l'accusatore) parla di grano e tu parli d'orzo!
L'accusatore suggerì a Giufà:
- Guarda che era grano, e non orzo.
- No, fratello mio, guarda che era orzo - rispose Giufà rivolto al suo amico.
Disse allora il giudice:
- Tutto questo, che cosa vuol dire?
E Giufà:
- Siccome la versione di quest'uomo (l'accusatore) è fatta di una catena di bugie, allora la testimonianza è falsa, perciò le bugie e la falsa testimonianza si trovano sullo stesso piano, allora dovrebbero essere sullo stesso piano anche il grano e l'orzo.

Così l'accusatore, amico di Giufà, finì in prigione.

 

 

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