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Giufà e il vescovo

Una volta il vescovo promise quattrocento once all'orefice
che avesse realizzato il più bel crocefisso, ma aggiunse che colui che
ne avesse presentato uno, a suo giudizio, brutto sarebbe stato decapitato.
Un
orefice gli portò un bel crocefisso: il vescovo disse che non gli piaceva e fece
tagliare la testa all'artigiano, tenendosi il crocefisso.
Il giorno seguente un
altro orefice ne mostrò uno ancora più bello, ma al poveretto toccò la stessa
sorte di chi lo aveva preceduto.
La vicenda si ripeté, e altri orefici furono
decapitati.
Quando Giufà conobbe questa situazione, andò da un orefice e gli
disse:
- Maestro, mi dovete fare un crocefisso molto bello, così bello da non
averne di eguale. Ma badate bene, deve avere un ventre sproporzionatamente
gonfio.
Quando il crocefisso fu terminato Giufà lo prese e lo portò al vescovo
che appena lo vide esclamò:
- Come ti viene in mente di portarmi un simile
mostro! Te la farò pagare cara!
- Eccellenza - disse Giufà - prima di venire qui, questo crocefisso era di una bellezza rara. Mi
trovavo per strada quando gli si è gonfiato lo stomaco per lo sdegno. Mentre mi
avvicinavo a casa vostra lo stomaco continuava a gonfiarsi sempre più, e il suo
gonfiore è andato sproporzionatamente aumentando nel salire le scale. Vedete, il
Signore è in collera con voi per tutto il sangue innocente che è stato versato.
Se non mi date subito quattrocento once e non pagate un'indennità alle vedove
degli orefici, la collera di Dio ricadrà su di voi!
Il vescovo, terrorizzato,
diede a Giufà le quattrocento once e lo incaricò di chiamare le vedove per dar
loro una pensione.
Giufà, parlando alle vedove, disse:
- Quanto mi date se vi
faccio avere una pensione dal vescovo?
Fu così che ogni vedova gli diede una
forte somma e Giufà portò a sua madre un sacco di denaro.

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