Giufà e il prete

La madre stanca di Giufà lo mandò a servire da un prete.
Il prete gli chiese:
- Quanto vuoi essere pagato?
- Voglio un uovo al giorno e pane sufficiente per il companatico,  ma non dovrete licenziarmi prima che la civetta canti nell'edera.
Il prete pensò:  "Questo servitore è veramente a buon mercato!"

La mattina dopo il prete diede a Giufà un uovo e una pagnotta.
Giufà cominciò a mangiare l'uovo con la punta di uno spillo. Ogni volta che leccava lo spillo, staccava un enorme boccone di pane.
- Ehi! gridò - a un certo punto. - Portatemi dell'altro pane, questo non basta!
Il prete fece portare una cesta piena di pani.
E così ogni mattina.
"Povero me" pensò il prete "costui mi ridurrà presto in miseria!"

Il prete pensò di liberarsi di Giufà, ma, essendo inverno, c'era  da aspettare parecchi mesi prima che la civetta cantasse. Perciò, preso dalla disperazione, disse a sua madre:
- Madre, questa sera dovrete nascondervi tra l'edera e imitare il verso della civetta.

La sera stessa la vecchia si nascose tra l'edera e cominciò a fare:
- Miu, miu.
Allora il prete disse a Giufà:
- Senti, la civetta canta tra l'edera: ora tu sei licenziato!

Giufà fece fagotto per tornare dalla madre.
Quando passò davanti all'edera ebbe uno scatto d'ira e si mise a scagliarle contro delle grosse pietre. Nascosta tra il fogliame c'era ancora la madre del prete che continuava a fare
- Miu, miu.
Così Giufà ammazzò la vecchia gridando:
- Brutta civetta canti fuori stagione! Ora ti tocca soffrire dolore e pene!

 

 

www.colapisci.it