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Giufà e il fabbro

Un fabbro
prese come apprendista Giufà.
Un giorno gli disse di tirare il mantice. Giufà,
però, tirò talmente forte che spense il fuoco. Allora il fabbro gli ordinò:
- Lascia il mantice e batti il ferro sull'incudine.
Giufà batté il ferro con una tal energia che questo si spezzò in mille schegge.
Il fabbro, molto arrabbiato e non potendo licenziare Giufà perché assunto per un
anno intero, pensò di rivolgersi ad un poveraccio facendogli questa proposta:
- Se direte a Giufà che siete la Morte venuta a prenderlo vi farò un bel regalo.
Quando il poveraccio incontro Giufà gli disse:
- Sono la Morte. Sono venuta a portarti via!
Giufà lo interruppe dicendo:
- Ah, siete la Morte!? Poi afferrò il poveraccio, lo infilò dentro un sacco e lo trascinò fino alla fucina.
Mise il sacco sull'incudine e mentre stava per batterlo con il maglio chiese:
- Allora quanti anni ho ancora da vivere?
- Vent'anni gridò l'uomo da dentro il sacco.
- Non mi bastano.
- Trenta, quaranta, quanti ne vuoi tu!
Ma Giufà continuò a battere sino a quando il poveretto non morì.

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