I Pesci dei Mari d'Italia
 

Classe: Actinopterygii

SCORFANOTTO

Ord. SCORPAENIFORMES

Fam. Scorpaenidae

Gen. Scorpaena


Foto di Sylvain Ronca in www.marseille-sympa.com

Scorpaena notata    RAFINESQUE, 1810
L'aspetto esterno è simile per forma allo scorfano nero e per colorazione allo scorfano rosso.

Ha il corpo alto e compresso lateralmente, con la testa corta e il muso è rincagnato.
Il
profilo dorsale sale rapidamente dal muso alla prima dorsale; presente una fossetta occipitale.
Le squame sono dotate di 51-62 dentini e lungo la linea laterale, che dall'opercolo segue il profilo dorsale, se ne contano da 36 a 46.
Le
appendici carnose e i filamenti liberi sono molto ridotti.  
Gli occhi sono grandi e quasi circolari.
La narice anteriore, spesso, porta una appendice carnosa più piccola di quella posteriore.
La bocca è ampia.
La mascella inferiore è lievemente prominente e ha dei denti villiformi disposti su fasce irregolari, come nella superiore. Vomere e palatini sono armati con fasce irregolari di denti similari. La lingua è liscia. Specifica è la presenza di due pori alla sinfisi inferiore della mandibola.
La pinna dorsale ha 12 raggi spinosi, di cui il primo è il più corto e quelli dal terzo al quinto i più lunghi, e 9-10 raggi molli inclinati all'indietro e inizialmente molto alti.
L'anale ha 3 raggi spinosi distanziati ed evidenti, seguiti da 5 raggi molli. La caudale (23 raggi) è grande e con il margine leggermente arrotondato.
Le pettorali (18-19 raggi) sono ampie e si inseriscono avanti e al disopra delle ventrali; con i raggi più lunghi raggiungono quasi l'inizio dell'anale. Le ventrali (1 raggio spinoso evidente e 5 raggi molli) sono meno ampie delle pettorali, ma raggiungono anch'esse l'apertura anale. Il
peduncolo caudale è più spesso della S. loppei.
D. XII-9/10; A. III-5; C. 23; P. 18/19; V. I-5.
Come tutti gli scorpenidi ha spine velenifere, specie quelle opercolari e le prime dorsali. La loro puntura è dolorosa, anche ad animale morto, e può provocare gonfiori e irritazioni, che possono essere leniti con acqua calda. Con persone predisposte possono esserci, oltre alla perdita di sensibilità delle parti colpite, delle complicazioni che richiedono cure mediche.


Foto a cura di Samuel P. Iglésias in  www.mnhn.fr/iccanam

La colorazione è variabile (giovani più scuri degli adulti) e va dal bruno castagno al bruno violaceo, con zone più chiare biancastre e negli adulti schiarisce fino al rosaceo e al bianco-rosa. Presenti macchie nere sulle pinne, specialmente nella caudale, anale e dorsale. Una macchia evidente si trova tra la ottava e la decima spina della dorsale e può essere più o meno estesa, ma può anche mancare. Colore dell'iride quasi sempre biancastro.
E' una specie bentonica che frequenta fondali intorno ai 200 metri (segnalazioni da parte di subacquei a profondità molto inferiori, se comprovate, potrebbero allargare il range di frequentazione). L'alimentazione è carnivora e si cattura saltuariamente con reti a strascico e abbocca alle lenze di profondità. Non supera i 18 cm di lunghezza.
Sulle coste italiane è presente quasi ovunque; rara nell'Adriatico settentrionale.

Nomi dialettali

LIVORNO

Cappone.

NAPOLI 

Scorfaniello.

CAGLIARI

Scorpuledda.

CATANIA

Scofana tignusa.

MESSINA 

Chicchiriddì, occhi russi.

PALERMO

Scrofaneddu.

TRAPANI

Occhiu beddu.

Tavola comparativa Scorpenidi - Foto P. Iglésias in  www.mnhn.fr/iccanam

Scorpaeniformes
Scorpaeniformes