I Pesci dei Mari d'Italia
 

Classe: Elasmobranchii

MANTA

Ord. RAJIFORMES  - (Myliobatiformes)

Fam. Myliobatidae / Mobulinae

Gen. Manta


Foto  Jon Hanson in worldsofimagination Thailand. Taken on November 30, 2005

Manta birostris   (Walbaum, 1792)
Specie non presente nella checklist della SIBM
Questa scheda Ŕ stata redatta per differenziare Manta birostris da Mobula mobular, a cui, a volte, viene dato il nome di Manta

E' un rajforme gigantesco, caratterizzato da pinne pettorali possenti e pinne cefaliche molto sviluppate. Il corpo Ŕ piatto, depresso e distinto dalla coda, che Ŕ corta, a forma di frusta e senza aculeo. La testa Ŕ ampia e leggermente concava tra i lobi cefalici. Gli gli occhi sono posti sul dorso. La pelle Ŕ zigrinata, con il dorso ricoperto da dentelli; il ventre, su cui si trovano 5 fessure branchiali, ha pure dei dentelli striati radialmente, che sono differenti per forma da quelli dorsali. Presenti tre spiracoli.
La bocca Ŕ  grande, rettangolare e terminale (posta all'estremitÓ del capo e non ventralmente come nella Mobula mobular), con 18 file di denti nella sola mascella inferiore.
 
Le pinne pettorali sono molto grandi, con apici a punta e il disco che formano supera anche i 6 m; i margini anteriori sono leggermente ondulati, mentre quelli posteriori sono incavati e danno alla pinna una forma triangolare falciforme. Le pinne pettorali sono utilizzate attivamente per il nuoto. La pinna dorsale ha la base pi¨ lunga dell'altezza e si trova appena prima la confluenza delle pettorali verso la coda. Le pinne ventrali sono relativamente piccole, quasi rettangolari e con margini posteriori raccordati con gli apici esterni delle pettorali.

Dorsalmente Ŕ di colore nero-bluastro, a volte macchiato di bianco. Il ventre Ŕ bianco con ampie bordature scure nella parte posteriore del disco o nella zona cefalica; a volte sono presenti delle macchie nere sparse.
E' una specie pelagica dei mari tropicali e temperate che frequenta, solitaria o in piccoli gruppi, la colonna d'acqua tra la superficie e oltre 120 m di profonditÓ, in prossimitÓ della costa, ma anche in mare aperto, specie sulla sommitÓ di pinnacoli e montagne sottomarine vicine alle barriere coralline o ad isole; entra anche nella baie a fondo fangoso e nei pressi di foci di fiumi. Riesce a mantenere la temperatura del sangue pi¨ alta di quella ambientale. E' capace di fare salti fuori dall'acqua, probabilmente in occasione di corteggiamento della femmina, o per liberarsi dei parassiti o pi¨ semplicemente per gioco. La riproduzione Ŕ ovovivipara ed annuale, con il parto di 1 e forse anche di 2 piccoli che possono raggiungere la lunghezza di 1 m. Si alimenta di di piccoli pesci e di plancton, che convoglia nella cavitÓ orale con le pinne cefaliche per essere filtrato dalle branchispine. Raggiunge il peso di 3 tonnellate (viene riferita anche una cattura di oltre 5 t) e la lunghezza massima di 9.10, pi¨ comunemente Ŕ intorno a 4.5 m Si cattura con rete da posta e con arpioni durante la pesca al tonno. Viene utilizzato per la carne (molto apprezzata in oriente), le cartilagini e la pelle (usata come abrasivo).
Si lascia avvicinare dai bagnanti e dai sub, dimostrandosi poco pericolosa per l'uomo. Per la conservazione della specie viene considerata "a rischio"
 

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Myliobatiformes