I Pesci dei Mari d'Italia
 

Classe: Elasmobranchii

Squalo latteo
Squalo a muso puntuto

Ord. Carcharhiniformes

Fam. Carcharhinidae

Gen. Rhizoprionodon

Rhizoprionodon acutus  (Rüppell, 1837)
Il nome è dovuto alla credenza indiana che se consumato fresco favorisce l'allattamento.

Ha corpo snello e sfilato, con muso lungo (4-4.5% la lunghezza totale) e appuntito. Le squame hanno tre punte e sono carenate.  Le narici sono piccole, con lembi di pelle triangolari e anch'essi piccoli.  Gli occhi sono rotondi o leggermente ovali, grandi e con membrana nittitante. Non ha spiracoli. I solchi labiali sono lunghi, sia sulla mascella superiore sia in quella inferiore.  I denti , in file di 24-25 in entrambe le mascelle. I denti superiori sono molto obliqui a cuspide e con bordi smussati o finemente seghettati. I denti inferiori sono simili ai superiori, ma hanno dentellatura più piccole e le punte leggermente curvate all'indietro; la loro base è larga e incisa nel mezzo. Le fessure branchiali sono brevi.
La prima pinna dorsale è alta, triangolare con apice anteriore arrotondato, margine posteriore falcato, apice posteriore sottile, appuntito e prolungato. Il margine libero è leggermente arcuato ventralmente. La seconda pinna dorsale è piccola e bassa, si inserisce dietro l'origine della pinna anale (a circa un terzo della base)
. Non vi sono creste interdorsali.  Le pettorali sono ampie, triangolari e si inseriscono sotto la terza o quarta fessura branchiale, molto prima dell'origine della prima dorsale.  La pinna anale, lunga quasi il doppio della seconda dorsale, è preceduta da creste allungate ed ha il margine posteriore leggermente concavo. La pinna caudale è fortemente asimmetrica con lobo superiore molto sviluppato e con una tacca ventrale vicino all'apice. Presenti delle fossette caudali, non vi sono spine dorsali o anali.

Il colore del corpo è grigio-chiaro o grigio-marrone, più scuro dorsalmente; lungo i fianchi sfuma fino a diventare bianco ventralmente. La pinna dorsale, la pinna anale e il margine posteriore della pinna caudale hanno i bordi nerastri. Le pettorali hanno i margini posteriori più chiari e ventralmente sono bianche.
E' una specie tropicale bento-pelagica che frequenta la colonna d'acqua tra 1 e 200 m in prossimità della piattaforma continentale. Si avvicina, in superficie, anche alle spiagge sabbiose e agli estuari dei fiumi, e qualche volta entra nelle acque dolci. Gli esemplari giovani frequentano acque costiere o lagunari. La riproduzione  è vivipara, con embrioni placentati dopo circa quattro mesi, e può avvenire ogni anno o dopo 2-3 anni. Dopo una gestazione di circa un anno,   vengono partoriti in vicinanza delle coste da 1 a 8 giovani di 25-39 cm. La maturazione sessuale avviene tra i 2 e i 3 anni. Si nutre di piccoli pesci pelagici e bentonici, di cefalopodi e altri invertebrati. E' oggetto di pesca commerciale e viene catturato con palangari, reti da posta o da traino. Viene consumato fresco o sfruttato per le pinne o per fare farina di pesce. Raggiunge la lunghezza massima di 1.75 m, più comunemente 1.10 m. Le femmine raggiungono peso e dimensione maggiore dei maschi. Non sembra essere pericoloso per l'uomo.
Sporadica la presenza nel Mediterraneo. Segnalato nel golfo di Taranto

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