I Pesci dei Mari d'Italia
 

Classe: Actinopterigi

SUACIA MORA

Ord. PLEURONECTIFORMES

Fam. Bothidae

Gen. Arnoglossus


Foto di Roberto Pillon

I pesci delle coste italiane - G. BiniArnoglossus thori   KYLE, 1913

Ha corpo ovale, più alto di quello delle specie congeneri, ricoperto di squame relativamente grandi e caduche, che sulla linea laterale, posta solo sul lato oculare, oscillano da 49 a 56. Gli occhi, posti sul lato sinistro, sono separati da uno stretto spazio concavo, dove si notano, negli adulti, due creste vicinissime ma distinte. L'occhio inferiore è appena un poco avanzato rispetto al superiore.  Le aperture nasali del lato oculare sono situate sulla stessa linea e quella anteriore è circondata da un bordo membranoso con lobo angolare abbastanza esteso.
La bocca è corta, con la mandibola pochissimo prominente. I denti, tutti piccoli, sono disposti in un'unica serie su ambedue le mascelle. Presente una punta ossea tra le pinne ventrali e anale.
La pinna dorsale ha 81-92 raggi, di cui il primo è inserito sul lato cieco, al disopra e vicino alla narice anteriore, e
il secondo è ipertrofico nei maschi aduti e la sua lunghezza è più o meno quella della testa; la pinna  è bordata da una larga membrana. Gli ultimi raggi della dorsale e dell'anale non lasciano spazio libero nel peduncolo codale. La codale ha il margine libero arrotondato, con una trocatura ad angoli ottusi. La pinna pettorale del lato oculare è più lunga di quella del lato cieco, ambedue hanno il primo raggio rudimentario. La pinna ventrale sinistra è avanzata rispetto a quella destra ed ha i suoi primi 3 raggi inseriti sul lato cieco.

La colorazione è brunastra o grigiastra con punti e macchie più scure, tra le quali si evidenziano due chiazze, una al di sopra ed immediatamente all'inizio della parte retta della linea laterale, l'altra verso il termine della stessa linea. Generalmente una stretta fascia nera alla base della codale, e macchie nere sparse su tutte le pinne. Nei maschi adulti, sulla ventrale sinistra una macchia nerastra.

Frequenta fondali sabbiosi e fangosi tra i 15 e oltre i 200 m, più comunemente intorno ai 30 m. Il periodo della deposizione è tra marzo e luglio e tra dicembre e gennaio. E' una specie carnivora che si nutre di organismi animali bentonici, specialmente invertebrati. Si cattura nelle reti a strascico, ma fa parte spesso della minutaglia. Talvolta si trova anche nelle sciabiche o tratte da spiaggia e nei tramagli. Arriva al massimo a 15 (25) cm di lunghezza totale.
Nei
mari italiani è segnalata ovunque.

Nomi dialettali: tranne 3 località è praticamente uguali alla suacia

GENOVA

petrale. 

LIVORNO

solacia.

TRIESTE

.pataraccia

ROMA

suacia.

NAPOLI

suace, suacia 'e fangu.

GAETA

suace, suace 'e fangu.

ANCONA

zanchetta, cianchetta.

PESCARA

cianghette.

VENEZIA

pataracia mora.

CHIOGGIA

pataracia scaggiosa, pataracia de quarnero.

OLBIA

paralozza.

SALERNO

suace.

BARI

zenghetted.

TARANTO

fraizze.

TROPEA

pisci petroli.

MANFREDONIA

zanchette.

CROTONE

lettera.

REGGIO CALABRIA

pitroli.

NICOTERA

pilaia.

CATANIA

panta di funnale.

MESSINA

panta.

GOLFO  SQUILLACE

panta.

PALERMO

pettinu, rumulu mancanu, rumulu petulu.

PORTO EMPEDOCLE

rombu lisciu.

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