Pesci dei Mari d'ItaliaMorfologia dei Pesci     

Le scaglie


Squame di Phycis phycis

Con l'evoluzione delle specie i pesci trasformarono le rigide placche ossee primitive, idonee alla difesa delle chele dei crostacei e delle mandibole cornee dei molluschi, in leggere scaglie chitinose pił adatte al nuoto veloce.

Esistono diversi tipi di squame.
Le più primitive sono le
placoidi dei selaci, che praticamente sono piastre basali incluse tra epidermide e derma e dalle quali si  erge un dentino smaltato, con punta diretta verso l'estremità codale,  che perfora l'epidermide. Le squame una volta formate non crescono pił, ma ad esse se ne aggiungono altre nuove.

Squame Placoidi di Elasmobranchii
Squame Placoidi

Nei pesci ossei le squame sono originate dallo strato dermale della pelle e in alcune specie, (es. storioni) si trasformano in placche ossee (ganoidi).


Squame ganoidi degli storioni

 Si possono distinguere in due tipi principali:

  • Le cicloidi sono quasi di circolare col bordo libero liscio.

  • Le ctenoidi hanno il margine posteriore libero munito di spine o dentelli

Queste squame si dispongono sul derma con linee oblique e con la crescita sporgono superficialmente, si embricano e, con l'etą, si accrescono con strie concentriche.


Squame Cicloidi


Squame Ctenoide

Variano di forma e di grandezza nelle diverse specie. Per es. possono essere piccolissime (quasi microscopiche nell'anguilla) o bene evidenti e robuste (cefali). In alcune specie (sardina, alaccia, ecc.) sono fissate in tasche del derma superficiali e, pertanto, si staccano con molta facilità (squame decidue o caduche). In altre specie (Passera), sono più o meno profondamente incluse nella pelle.

Le squame sono spesso usate per classificare i pesci, contandole verticalmente (serie trasversale dalla quinta dell'inizio della dorsale fino alla linea laterale e dalla linea laterale all'inizio delle ventrali) o longitudinalmente lungo la linea laterale.