Un gesto grafico: la "Cardatura"

Quell'incrocio multiplo a rastrello ‑ proemio del rito funereo
- che il pescatore si premura a tracciare sulla guancia della bestia agonizzante all'atto
del recupero, quando l'alba delle tenebre proietta sullo
specchio dell'occhio l'ultimo bagliore obliquo di sole,
addio alla luce inciso come una scudisciata sul velo azzurro
grigio dello sguardo morente.
Fra tutte le abitudini in uso nel gergo gestuale dei pescatori, questo
della «cardata da cruci»
si presta alle interpretazioni pił disparate e controverse.
Evoca, forse, quel significato magico ‑ scaramantico e al
tempo stesso propiziatorio ‑ che le primordiali comunitą
solevano assegnare alla preda della caccia; ovvero, dal
momento che la geometria della «cardata»
sarebbe codificata unicamente dall'obbligo del disegno della
croce, tracciato indifferentemente con una o pił coppie di
righe, la cardatura potrebbe rappresentare un contrassegno
di proprietą, residuato oggi come una sorta di marchio di
possesso variabile nella sua estrinsecazione grafica, ma
giustificato un tempo dalla necessitą di siglare con un
segno di riconoscimento proprio di ogni imbarcazione.
Walter Preitano


