Ricordo come fosse ieri il nostro ultimo "rapporto"... Malgrado la mia protezione per combattere il tuo freddo iniziale, ricordo e
sento ancora oggi, a distanza di quasi otto anni, la pressione che esercitavi su
ogni millimetro della mia pelle, via via che ti penetravo sempre più in fondo.
Ricordo i leggiadri movimenti di tutta la tua flora, nonchè gli
insegnamenti che forse involontariamente mi hanno dato i tuoi figli, che spesso non mi riconoscevano come
cacciatore, ed io da HOMO SAPIENS assaporando queste emozioni, spesso non premevo il grilletto del mio
medisten. Sento ancora oggi la non perfetta purezza dell'aria e quella vena di
secchezza che mi produceva nella bocca, mentre avverto fortemente
la continua battaglia causata dall'oblio della miscela contenuta nelle bibo e dalla profondità.
Ricordo il fascio di luce color verde sempre più forte dalla vega e il
gusto miscelato del vic sinex, che usavo per liberare il naso, con
l'odore assorbito dalla muta e, nella mia maschera, con il tuo
profumo. Risento, anche le perle di sudore che spesso solcavano il mio viso, sia per la fatica nel
combattere le tue correnti, sia per l'inconscia paura creata dalle meravigliose penetrazioni notturne.
Mentre riaffiorano i preliminari prima della penetrazione, i commenti,
le impressioni, le paure e i godimenti alla fine del rapporto, ricordo
la zia Maria che, spesso, era la promotrice della trasformazione
immediata, in succulente grigliate, fritture o altro, degli umori
scaturiti dall'incontro concretizzate in saraghi, polpi, aiole,
perchie, murene, seppie. Intanto sulle labbra riaffiora il gusto
della inimitabile granita limone prodotta dai nostri "mastri
gelatieri", presa al rientro delle penetrazioni consumate a CAPO
SCALETTA, ITALA, ALI', comprate alla Sala Ausilia o al Bar della Piazzetta di Suaria.
Ricordo la tua cura alla conservazione quasi intatta dei relitti da me
visitati, come quelli di FARO e SAN RANIERI, ma anche gli scempi
compiuti da aspiranti HOMO SAPIENS, come il degrado di grotte e
anfratti in cumuli di pietre, causa le continue bombe, e l'abbandono
di vecchie carcasse di auto, copertoni, mattoni, plastica varia, polistirolo e perfino betoniere. In questi otto anni ho cercato nella mia vita di provare in altri modi le
emozioni provate con te, ma invano. Ho provato con la caccia, la
campagna, l'allevamento dei setter irlandesi, l'alta velocità,
internet, la figlia, i nipoti, le donne.... ma niente è riuscito a
scalfire il profondo solco creato nel mio cuore da te, MARE AMORE.