Cola PesceColapisci: l'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta

Pensieri

 

ChissÓ dove andr˛ a mettere tutti questi pensieri.
In un cassetto disordinato di anima,
in un anfratto disarmonico di cuore.
Molti potrei regalarli ad un soffio di maestrale e
ad un capriccio di onda.
Altri li immagino come stelle cadenti
sul desiderio del mondo.
Ma spesso pretendono l'attesa o il rigoroso ritmo del caos.
Si azzuffano, svicolano, scappano e
mi ricordano il mio patto anarchico con la vita.
E si affacciano sulla finestra dell'incoerenza,
travestiti da pensieri distratti
per fare finta di avere memoria.
Metamorfosi di parole mancanti o
semplicemente rinuncia di discorsi.
Diamanti di lucciole o
cristalli di dolore.
Ricordi affilati di lame
che faccio finta di catalogare come esperienze.
A volte sono pagine di libri scomposte o
filigrane di poesie.
O fulmini di temporali che fanno odore di strada o
di spiaggia bagnata.
Pensieri di ossimori,
vecchi lampioni di luce fioca,
insulti alla mia presunta logicitÓ.
Preghiere ad un Dio qualunque e
bestemmie ingoiate a metÓ.
Si travestono di volti e di parole
di chi non voglio dimenticare e
di chi devo dimenticare.
Scivolano su filastrocche di bugie e di rimpianti,
su intenti e promesse tradite.
Diventano autocritica impietosa e
ricognizione di consapevolezze e fallimenti.
E mi ricordano di non volere sottomissione
nÚ ripostigli di quiete.
Mi ricordano di essere liberi e
indomiti rivoluzionari della mia essenza.

 

Pelorias

dm

 

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