www.colapisci.itL'uomo che diventa pesce per necessità o per scelta

Nella  solitudine

profondità dello Stretto di Messina

Quanta solitudine in queste profondità buie e fredde. Nessun anfratto di questo fondale marino è stato popolato. Le argentee colonie di pesci nuotano molto più in alto.
Da qui è possibile soltanto seguirle con lo sguardo, immaginare i loro luccichii brulicanti, che si dissolvono nella luce del sole.
Nemmeno le umili gorgonie hanno avuto il coraggio di adornare le pareti di questi luoghi reietti.

Soltanto noi siamo qui, per scelta... per necessità...
Soli, in questo luogo dimenticato, volutamente ignorato, nudo, squallido, ostile...
Siamo qui a cercarci, nella solitudine.
Bruciati dai troppi tradimenti. Esigenti con noi stessi.
Implacabili con chi ha rubato la nostra anima.
Qui, dove niente può darti più niente. Uniti a rincorrere frammenti di significato, briciole di stelle, a riscoprire sensi e sentimenti...
Consumati dalla certezza di appartenere a un destino troppo lontano. Intrappolati in una storia sconvolgente più del fuoco di questa terra amara.
Struggente è il nostro cercarci, ardenti i nostri incontri.
Sento il tuo perduto amore. I tuoi sospiri spezzati si confondono con il mio affanno.
Le tue mani tremanti sfiorano il mio palpitare ancora troppo incerto... forse colpevole.
Tenera Medea, dammi consolazione e accetta le mie leggere carezze, i miei baci velati... Danza anche questa notte con me, in questa festosa vertigine di pienezza, travolgimi nell'impeto della passione...

Delicato incanto... Già sento meno buio, meno freddo, meno solitudine...

 

Cola

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