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Studi di Leggende Popolari in Sicilia e nuova raccolta di Leggende Siciliane
La Legenda di Colapesce
INTRODUZIONE
Questi se n'è servito per dare un'idea della natura del fondo sottomarino e delle comunicazioni che esso ha nello Stretto di Messina, o delle ricchezze che il mare possiede e nasconde, quegli per offrire un esempio della curiosità di un re capriccioso, o della debolezza di un povero palombaro. L'anno 1797 lo Schiller ne fece argomento d'una ballata pietosa e solenne: Der Taucher; della quale più tardi, nel 1826, prese ad indagare le fonti Val. Schmidt e dopo di lui, tra il 1831 ed il 1863, W. Gotzinger, nel 1865 H. Düntzer, ed ultimo, nel 1871 K. Gödeke . Rifacendosi da tutti costoro e dal prof. Liebrecht, editore degli Olia Imperialia di Gervasio di Tilbury, il Dr. H. Ullrich estese le sue ricerche non pure alle fonti, ma anche allo sviluppo letterario e popolare della leggenda stessa in un opuscolo condotto con molta sagacia e coscienza. Benedetto Croce prese occasione da un bassorilievo incastrato in un vicolo del rione di Porto in Napoli per discorrere della medesima leggenda secondo le tradizioni napoletane scritte ed orali, e per indagarne, alla volta sua, anche le fonti. Egli non aveva avuto notizia della memoria dell' Ullrich e dei cronisti e degli storici siciliani che aveano parlato di Cola Pesce; di che una savia ed erudita recensione del Graf su quell'opuscolo nel Giornale storico della Letteratura Italiana, alla quale tenne dietro la stampa dei tanti testi popolari e letterari che da lunghi anni avevo io messi insieme sull'argomento e che furono seguiti da tre mie lunghe letture alla Società di Storia patria in Palermo. Col corredo di nuovi studi tornava sull'argomento il Croce, prendendo le mosse dalla sua precedente memoria e da quella dell'Ullrich e dai testi miei, per venire poi a ripubblicare la rarissima Relacion, della quale sarà detto in una pagina del presente scritto. Contemporaneamente e a breve distanza da queste, altre ricerche sono state fatte da vari nella Mélusine, in Francia, dallo Steinthal nella Zeitschrift für Volkerpsychologie und Wissenschaft in Germania, da Augusto Schneegans nella sua Sicilien, da un anonimo in Dan Echo di Koloszwar nella Transilvania e forse da altri che non occorre rilevare.
Ma in mezzo a tante ricerche è stato notato, e non senza maraviglia, che una leggenda così popolare non fosse stata raccolta fin qui dalla tradizione orale vivente; sicché quando io ebbi ad annunziare le versioni siciliane da me udite nella riviera di Messina (1882) e altrove, non pochi ed insistenti furono gl'inviti del Literaturblatt für rom. und englische Litteratur di Heilbronn perchè non ne ritardassi la pubblicazione. Ora la materia da me raccolta intorno a Cola Pesce è tale e tanta che io posso riprendere in mano l'argomento per offrire qualche cosa di nuovo, e qualcos'altro di antico mettere in evidenza, sinora sfuggito agli eruditi e così presentare insieme non pochi ed importanti fatti intorno a quest'essere sorprendente. E poiché la pietosa storia fu narrata da scrittori e viene raccontata dal popolo meridionale, specialmente di Sicilia, il quale vi novella sopra d'una maniera assai vaga e curiosa, io dividerò il presente lavoro in quattro capitoli, illustrando nel 1° la leggenda scritta; nel 2° la leggenda orale; nel 3° la leggenda nella letteratura e nei componimenti da essa ispirati cominciando dal Taucher dello Schiller e dal Codici marina di Giovanni Meli, e nel 4° ed ultimo spiegando, secondo il mio debole avviso, la natura, l'origine, l'evoluzione della leggenda.
Varie e complesse son le questioni che si legano, direttamente o no,
al tema; e se qualcuna parrà insignificante, vogliasi almeno
ritenerla buona a lumeggiare l'argomento principale. Il racconto popolare corre in tutta l'Isola.
Giuseppe Pitrè Torino Caelo Clausen (Hams Rincl Succ.) Libraio delle I.I.. BfM. il Re e la Regina 1904
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